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Cultura giovedì 18 aprile 2013 ore 10:30

Comune Unico: Si’ o No. Come la comunicazione può cambiare le cose



L’intervista esclusiva a Francesco Pira, docente di Comunicazione presso l’Università di Messina Isola d'Elba - Tanti incontri pubblici, una campagna di comunicazione che va avanti da mesi, stampa, tv e giornali on line che ne parlano in continuazione, ma qualche cosa nella macchina del progetto per il Comune Unico all’Elba sembra non aver funzionato. Sono tante le persone, soprattutto nelle periferie dell’isola, ma non solo, che nonostante l’impegno dei Comitati del Si e del No, lamentano di sapere poco o nulla del referendum che coinvolgerà i cittadini degli otto comuni elbani a decidere per la più importante riforma amministrativa mai proposta all’Elba, almeno in questo secolo. La redazione di QuiElba ne ha parlato con il prof. Francesco Pira, giornalista, sociologo, docente di Comunicazione presso l’Università di Messina e delegato alla comunicazione per l’Ateneo e amico da sempre dell’isola d’Elba
Perché secondo Lei professore, a pochi giorni dal voto referendario e nonostante la campagna mediatica di questi mesi, molti cittadini sembrano non conoscere ancora il progetto e l’importanza dell’appuntamento con le urne il prossimo 21 aprile?
Molto spesso accade che nei progetti che coinvolgono cittadini e istituzioni venga trascurata la comunicazione, sia quella tradizionale che quella più innovativa che passa da internet e dai social network. Spesso ciò che incide non è il contenuto di quello che si dice, ma come lo si dice, viene cioè a mancare una vera e attenta strategia di comunicazione. Quando poi ci sono temi di rilevanza antropologica, come quello di cui discutiamo, è chiaro che i cittadini, tutti i cittadini devono essere coinvolti al 100% ed è ovvio che se ancora oggi tante persone sono disinformate, qualche cosa nella campagna informativa deve non aver funzionato
Oggi più che mai professore nonostante i potenti mezzi della comunicazione, la gente sembra lontana dalla politica, come lo spiega?
Tutto torna. C’è in questo momento storico disaffezione totale nei confronti delle istituzioni. I cittadini sono in crisi di rappresentanza democratica, c’è crisi di comunicazione politica e qiondi anche crisi del Paese. Problema che si evidenzia là dove emerge tanta comunicazione senza contenuto. E poi siamo in un mondo complesso dove la politica è assente, inconcludente, e dall’altra parte c’è un papa nuovo che invia messaggi di fratellanza e valori veri.
Professore come vede, da sociologo, il futuro?
Sono un ottimista, la forza sta nei giovani. Ci vuole un cambiamento radicale che non deve essere fatto di protesta, ma soprattutto di proposta, solo così usciremo fuori da questo momento difficile. Ma sono fiducioso e i giovani ci aiuteranno a trovare la strada giusta”.

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