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Attualità venerdì 11 settembre 2015 ore 12:32

Comune e Agenzia del Demanio, è scontro sul Parco

Il sindaco Renzo Galli replica duramente all'Agenzia che non vuole rinnovare la convenzione per la manutenzione degli immobili del Parco minerario



RIO MARINA — L'Agenzia del Demanio vuole mollare gli immobili del parco minerario di Rio Marina ma il sindaco Galli non ci sta e risponde con un dura missiva che richiama l'Agenzia ai propri doveri manutenzione.

Con una nota di fine luglio infatti l’Agenzia del Demanio ha comunicato al Comune di Rio Marina che alla scadenza del 30 settembre non rinnoverà la convenzione, in essere da alcuni anni, per la manutenzione, vigilanza e guardianaggio delle aree minerarie.

Il contratto, del valore di circa 190mila euro, viene in parte girato dal comune al Parco Minerario dell’Isola d’Elba, partecipata comunale, che esegue una parte delle prestazioni.

Come compensazione indiretta, l’Agenzia, a oltre 18 mesi dalla richiesta, ha espresso parere favorevole alla devoluzione di una serie d’immobili posti in loc. Topinetti, Cala Seregola e Le Fornacelle, tutti nel perimetro del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che l’attuale Piano del Parco, vietando cambi di destinazione d’uso e carichi antropici, non ne consente allo stato la valorizzazione prevista dalla legge n. 69/2013.

La proposta di devoluzione è intervenuta dopo che l’Agenzia, utilizzando alcune delle leggi che regolano la cessione dei beni demaniali, ha ceduto sul mercato alcuni pezzi pregiati del compendio minerario, quali la villa del Direttore, il Dormentorio, l’Officina San Jacopo e si accinge ora a cedere la Casa del Delegato o Villa Pons de l’Hérault.

Il Comune di Rio Marina, che si è riservato di valutare l’acquisizione delle aree, richiesta invece con una sorta di ultimatum in tempi brevi, in funzione dell’apertura di un tavolo con Regione Toscana, PNAT e Demanio stesso che ne assicuri un’effettiva valorizzazione, ha replicato alla comunicazione demaniale con una lettera indirizzata anche al Presidente della Regione Toscana e al Presidente del Parco con la quale respinge l’iniziativa dell’Agenzia, tendente ad abbandonare una seconda volta le aree minerarie al loro destino di dissesto e di degrado ambientale.

Copia della lettera è stata inoltrata anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, prima firmataria del Protocollo d’Intesa per la riqualificazione e il recupero ambientale delle ex aree minerarie dell’Isola d’Elba, sottoscritto a Roma il 10 gennaio 2000.

“Non è certamente con l’assegnazione (tardiva) di alcune aree – afferma l’Amministrazione - che si può ripagare il dissesto di un territorio, abbandonato dopo altisonanti protocolli sottoscritti da tutti i soggetti interessati e finiti nel degrado totale delle strutture ex minerarie, fonte di decadimento e di pericolo per l’incolumità pubblica. 

Non potete pensare di trascurare i vostri doveri di proprietari, che presuppongono la cura e la messa in sicurezza della proprietà contro i rischi che possono derivare alla Collettività, oltre alla sua valorizzazione in termini economici nell’interesse pubblico che rappresentate".

Tutto questo senza voler considerare che una parte delle aree, che rimarranno di proprietà demaniale, sono interessate da duplice inquinamento, da metalli pesanti portati dal ruscellamento a valle dei residui minerari e da r.s.u. per una discarica realizzata negli anni ’90 dal Commissario ad acta della Regione Toscana e poi abbandonata, che si trova nell’area del Puppaio in loc. Rio Albano, messa in sicurezza a cura e spese del Comune di Rio Marina, con il sostegno della Regione Toscana, e di cui il comune ha avviato le procedure di ripristino ambientale.

“D’altra parte la vostra attività – continua la nota di risposta dell’Amministrazione riese - non può ridursi a quella di vendita delle aree e dei fabbricati di maggior pregio, non curando il resto e anzi lasciandolo al dissesto e al degrado, perché ciò vorrebbe dire adottare, in altro modo, una strategia di sfruttamento a danno delle Comunità Locali, similmente a quanto avvenuto in passato. 

Pertanto finché avrete proprietà con queste problematiche sul territorio comunale non potete esimervi dai doveri che spettano al proprietario, per voi maggiori data l’estrazione pubblica, di cura e di messa in sicurezza e quindi, a meno che non lo svolgiate con vostro personale, di continuarne l’affidamento al Comune”. 

L’Amministrazione Comunale di Rio Marina, che ha coinvolto sulla questione non solo la Regione Toscana, dalla quale si attende una risposta forte, se non altro per le competenze alle quali è chiamata in materia di dissesto idrogeologico quando si manifestano, per cattiva manutenzione dei siti, eventi calamitosi, ma anche il Ministero dell’Ambiente nella persona del sottosegretario Silvia Velo, è determinato a condurre una battaglia, anche avvalendosi del potere d’ordinanza, per impedire una seconda volta l’abbandono al dissesto delle aree minerarie.


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