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domenica 24 marzo 2019

Attualità venerdì 25 luglio 2014 ore 06:30

Circo con animali, Semeraro "Prova a pensare se toccasse a te!?"

Francesco Semeraro

Francesco Semeraro esprime tutta la sua contrarietà al Circo di Animali.



ISOLA D'ELBA — Pubblichiamo integralmente il documento con il quale il portavoce del gruppo Elba Salute, Francesco Semeraro, esprime la sua contrarietà sul tema sensibile dei Circhi con animali, tema in discussione in questi giorni nei comuni elbani, dove a breve avranno inizio spettacoli circensi.

"E' naturale per un orso ballare o per delle foche giocare con un pallone? Oppure per un elefante mantenere il suo peso di diverse tonnellate sulle sole zampe posteriori? O per dei felini saltare attraverso un cerchio infuocato, considerato anche il terrore atavico degli animali per questo elemento? Obiettivamente, crediamo di no! 

Invece, evidentemente, i circensi credono che tutto ciò sia naturale e normale per gli animali. 

Per stravolgere completamente l'istinto di un animale, si deve necessariamente ricorrere alla violenza, per far alzare alternativamente le zampe a un orso si ricorre a piastre e pungoli elettrici (nel passato a braci ardenti), per fa "sorridere" un pony lo si punge ripetutamente sul muso con uno spillone, in modo che durante lo spettacolo si ricordi il dolore ed esegua l'esercizio. 

Per insegnare alle tigri a salire sugli sgabelli, si usano la fame e le botte, finché la belva si rende conto che se va su riceve, dieci-dodici pezzettini di carne, se va giù la picchiano, e allora va su. 

Alcuni non imparano mai, la loro volontà non può essere piegata, così muoiono per le ferite o semplicemente per inedia perché sono talmente disperati e rassegnati che non riescono più a mangiare.

A parte gli "spettacoli" e gli esercizi, gli animali rimangono per il resto del tempo in gabbie anguste, assolutamente non adatte a soddisfare le più elementari esigenze etologiche, a volte incatenati (come nel caso degli elefanti), soggetti al caldo e al freddo. 

Per molti animali non abituati al lungo inverno europeo, il freddo rappresenta un vero e proprio tormento. Il caldo torrido e la sete li disidratano. Anche i continui spostamenti creano gravi disagi, poiché avvengono in condizioni durissime ed estenuanti per gli animali. 

Gli animali selvatici sono fatti per vivere liberi, hanno tutto il diritto di vivere la loro vita in libertà nella loro terra d'origine, non hanno commesso alcun crimine che giustifichi la loro prigionia a vita, il loro maltrattamento, e la loro umiliazione durante gli spettacoli.

In gabbia o incatenati, questi animali impazziscono per la tristezza e la disperazione. Prova a pensare cosa faresti tu se fossi costretto a vivere per sempre in uno sgabuzzino, e uscire solo per prendere frustate e botte!

Francesco Semeraro



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