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giovedì 12 dicembre 2019

Attualità mercoledì 03 maggio 2017 ore 14:51

Le proposte di Legambiente per il dissalatore

​Dissalatore di Mola, incontro Asa - Legambiente, proposte iniziative per mitigare l’impatto ambientale, paesaggistico ed energetico



CAPOLIVERI — Il 28 aprile si è tenuto a Livorno un incontro tra Azienda Servizi Ambientale (ASA) e Legambiente Arcipelago Toscano, per discutere del progetto del dissalatore che potrà essere realizzato nella Piana di Mola e che prevede la realizzazione di tre condotte sottomarine per il prelievo di acqua marina e scarico della salamoia di risulta nel Golfo della Stella.

"E’ evidente - spiega Legambiente -  che la costruzione del dissalatore avrà impatti paesaggistici, energetici, ambientali e sulla biodiversità, in particolare per quanto riguarda l’estesa prateria di Posidonia oceanica presente nel mare di Lido di Capoliveri, sugli anfibi e sull’avifauna presenti nell’area a terra.

Per questo, dopo aver analizzato un progetto che già tiene conto di questi aspetti, durante un incontro fattivo e franco abbiamo proposto ulteriori misure di mitigazione che verranno illustrate dettagliatamente durante un’iniziativa pubblica che verrà organizzata da Asa".

Si prevedono interventi per la salvaguardia di specie come il rospo smeraldino, la realizzazione di una casa delle rondini e dei pipistrelli, una verifica della sussistenza delle anguille nei corsi d’acqua dell’area, misure di valorizzazione del corridoio ambientale delle Zone umide di Schiopparello-Le Prade e Mola.

Per quanto riguarda l’impatto paesaggistico, Legambiente ha chiesto ulteriori misure di mitigazione con schermature vegetali di siepi e specie arboree autoctone, che potrebbero consentire anche di ridurre ulteriormente il rumore dell’impianto.

Per mitigare l’elevato consumo energetico del dissalatore è stato chiesto di incrementare l’utilizzo di energie rinnovabili.

Quanto alla gestione dello scarico della salamoia in mare, grazie alla metodologia utilizzata, non sembrerebbe dare problemi, mentre per il risarcimento della posidonia interessata dalla realizzare delle 3 tubazioni di presa e scarico, Legambiente ha proposto di utilizzare tecniche innovative ed efficaci come quelle testate da Enea nell’Area marina protetta delle Isole Egadi. 



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