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Attualità venerdì 23 luglio 2021 ore 16:00

Lacona, "parcheggio illegittimo sulle dune"

Dune di Lacona

Legambiente Arcipelago toscano segnala la lunga vicenda che interessa la zona fra ricorsi e provvedimenti in via di attuazione o in sospeso



CAPOLIVERI — Legambiente Arcipelago Toscano fa sapere di aver scritto alcuni giorni fa all’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e al Comune di Capoliveri "per capire cosa stia succedendo nell’area dell’ex Parco giochi Le Dune di Lacona, dove è sorto un parcheggio/camping camper nonostante sia protetta da diverse tutele ambientali: è sotto vincolo paesaggistico in quanto zona di notevole interesse pubblico; dal 1996 fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è classificata come “Zona C, di protezione” dal Piano del Parco; dal 14 luglio 2003, fa parte della Riserva della Biosfera Unesco (Riserva MAB - Man and biosphere), per l’alto valore naturalistico e paesaggistico riconosciuto in campo internazionale alle isole dell’arcipelago ed alle sue acque che, inoltre, rappresentano un area di sosta nelle rotte migratorie degli uccelli selvatici tra il nord Europa e l’Africa, sarebbe destinata a diventare Sito di interesse comunitario – Zona di conservazione speciale (Sic-Zsc) dell’unione europea la cui istituzione è stata avversata dal Comune di Capoliveri".

Legambiente riferisce che "dalla risposta ricevuta dal Parco Nazionale risulta che gli unici atti pubblici ai fini della legittimazione della destinazione d’uso dell’area sono: la concessione edilizia n. 2 del 18.01.1989 che non prevedeva nessuna area a parcheggio nemmeno a servizio del “Parco attrezzato – Parco Giochi” che non esiste più; la concessione edilizia n. 7 del 19.01.1993 che prevedeva su una parte non meglio identificata una zona a parcheggio ma solo ed esclusivamente a servizio dell’attività “Locale servizi – Bar - Parco attrezzato – Parco Giochi”. Quindi, in base a questi atti, in quest’area è stata autorizzato un “Parco attrezzato – Parco Giochi” e gli eventuali parcheggi connessi a quell’attività avrebbero potuto essere utilizzati solo per quanto autorizzato con le due concessioni."

Ma la vicenda, come sottolinea Legambiente, sarebbe fatta "di un’intricata storia di ricorsi (e bocciature) e sentenze bellamente non rispettate."

Cartografia della zona

"Come se non bastasse - aggiungono da Legambiente - ci sono anche diversi procedimenti di sospensione attività e di ripristino dello stato dei luoghi: 1. Ordinanza di sospensione attività del 27 agosto 2018 riguardante le attività di sosta per camper e di parcheggio a pagamento eseguite in assenza di nulla osta e quelle eseguite in difformità al nulla osta del 18 luglio 2018. 2. ordinanza di sospensione attività del 21 giugno 2019 riguardante le attività di sosta per camper eseguite in assenza di Nulla Osta; 3. ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi del 17 luglio 2019 con la quale si ordina e ingiunge: di cessare definitivamente l’esecuzione delle attività, eseguite in assenza dei necessari provvedimenti autorizzativi, di sosta camper e di parcheggio a pagamento non connesso e collegato all’attività “Parco attrezzato – Parco Giochi”; di ripristinare lo stato dei luoghi come precedentemente alle opere abusivamente realizzate".

"Poi c’è il ricorso al Tar Toscana contro il Comune di Capoliveri per un’azione di annullamento, previa sospensiva, per l’Ordinanza n. 100 28.10.2020. - aggiungono da Legambiente -Si tratta di un’ingiunzione di demolizione di opere eseguite in totale difformità o con variazione essenziale dal permesso di costruire. Con l’Ordinanza n. 74/2021 il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza comunale". 

"Il risultato di queste continue ordinanze e ricorsi continuamente bocciati - commentano da Legambiente - è che attualmente nell’area del parcheggi/camping camper sono cogenti i seguenti atti emessi dall’Ente Parco: Nulla Osta del 12.07.2017 relativo a una attestazione di conformità per la costruzione di un fabbricato esistente destinato a bar e servizi igienici e presentata al fine di regolarizzare alcune delle opere esterne realizzate in assenza di concessione edilizia: un porticato di 86,85 metri quadri lungo la facciata nord del fabbricato, - un porticato di 28,42 metri quadri e la regolarizzazione degli errori di rappresentazione grafica. Diniego di nulla osta per la creazione di un'area di sosta per camper nell’area destinata a parco giochi e parcheggio esistente e modifiche prospettiche del fabbricato esistente; atto oggetto di ricorso al Consiglio di Stato a seguito di sentenza del Tar [...]".

Inoltre, - proseguono da Legambiente - vige la nota con la quale il 31.07.2019 l’Ufficio Commercio del Comune di Capoliveri ha risposto all’Ente Parco specificando che una società ha presentato l’11.07.2018 una Scia di inizio attività parchi di divertimento e tematici chiusa negativamente dall’ufficio e trasmessa al Comando di Polizia Municipale.

Legambiente sottolinea come "da tutta questa intricata (e impudente) vicenda emerge come la società non possa esercitare alcun tipo di attività (Parco attrezzato – Parco Giochi, Parcheggio a pagamento, Area di Sosta Camper) perché priva delle necessarie autorizzazioni sia da parte dell’Ente Parco che del Comune di Capoliveri.
Dal punto di vista penale l’unica cosa certa è l’esistenza di un procedimento oggi ancora pendente".

L'associazione ambientalista inoltre spiega che "L’Ente Parco assicura di essere 'costantemente in contatto con l’amministrazione comunale di Capoliveri e con le Forze di Polizia per trovare la soluzione più corretta a rapida per riportare l’area nell’ambito della legalità e ristabilire la conformità con il Piano del Parco e gli strumenti urbanistici comunali'.

"Ci chiediamo quanto tempo ci voglia in questo strano Paese, per ristabilire quanto contenuto in sentenze e ordinanze e perché si continui a permettere tutto questo. E lo chiediamo in particolare al Comune di Capoliveri che forse, invece di opporsi alla tutela delle dune come Sic/Zps avrebbe dovuto tutelarle meglio da abusi e prepotenze che sembrano non aver fine. Lo chiediamo anche alle altre Istituzioni interessate che, a differenza del Parco, tacciono e restano a guardare", concludono da Legambiente.

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