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Attualità sabato 05 febbraio 2022 ore 13:15

Omaggio a Luciano Casini

Luciano Casini in un programma della tv Deutsche Welle nel 2017
Foto di: Foto da https://m.dw.com/en/luciano-casinis-italian-octopus-stew-recipe/a-38600248

A tratteggiare la figura del noto chef capoliverese scomparso ed il suo importante lavoro è Ruggero Barbetti, già sindaco di Capoliveri



CAPOLIVERI — "Luciano Casini era una brava persona e per me anche un amico, ma soprattutto era un grande chef che amava deliziare i suoi ospiti con una cucina tipicamente capoliverese e elbana".

A rendere omaggio alla memoria di Luciano Casini, pioniere del turismo elbano a Capoliveri, recentemente scomparso, è Ruggero Barbetti, già sindaco e vicesindaco di Capoliveri.

"Luciano - prosegue Barbetti - amava Capoliveri e Capoliveri amava Luciano e il suo Ristorante Il Chiasso che, per quasi quarant'anni, è stato un punto di riferimento della ristorazione dell'Elba.
Anche prima dell'avvento di internet e delle App tutti conoscevano il suo ristorante che era visitato dalle maggiori personalità che, fin dalla sua apertura, di volta in volta hanno frequentato l'isola".

"Luciano era anche sempre orgoglioso di raccontare come era nato il suo ristorante: nei primi anni '70, ritornato a Capoliveri dopo un'esperienza lavorativa in un ristorante in Germania, pensò di ristrutturare personalmente un vecchio rudere di pochi metri quadrati (a memoria 23 mq.) che si trovava nel centro del paese. - spiega Barbetti - Le macerie del rudere le trasportava con un asino e da li iniziò l'avventura del Chiasso con servizio ai tavoli che si trovavano nel vicolo. Poi di ampliamento in ampliamento il ristorante era diventato quello che tutti noi abbiamo conosciuto e visitato.
Non potrò mai dimenticare gli spaghetti "Alla Sessuale" fatti con uova di pesce e il "Misto alla Luciano" una specie di cacciucco ma da lui personalizzato e servito direttamente nel tegame. Quando avevi finito di mangiare il suo "Misto" ti prendeva il tegame e con i resti ti cucinava, per finire la serata, un ultimo piatto di spaghetti saltati nel sugo e nei pesci avanzati: una delizia".

"Per non parlare delle "Ova con le fave" o del coniglio ripieno - racconta Barbetti - oppure delle penne con il sugo di capra oppure dei rigatoni con la coratella di agnello che, dopo averli assaggiati da lui, ancora oggi talvolta mi cucino nei fine settimana. Il finale obbligatorio era la frutta flambè con gelato di crema, indimenticabile. Le sue ricette erano memorabili e rimarranno nella storia della cucina capoliverese ed elbana.
Luciano non era solo uno chef ma era soprattutto un oste che sapeva intrattenere i suoi ospiti con maestria".


"Forse non tutti lo sanno ma era anche un attore vero e ha recitato in molti film in lingua tedesca, - aggiunge Barbetti - alcuni dei quali sono stati anche trasmessi dalla tv italiana. Mi piace però ricordarlo quando nei pomeriggi estivi lo trovavi, quasi sempre da solo, a bordo del suo bellissimo gozzo di legno, mentre andava su e giù per il Golfo Stella a pescare felice a traina e se lo incrociavi si alzava in piedi e ti salutava sbracciandosi.
Buon viaggio chef!"


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