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sabato 24 agosto 2019

Attualità mercoledì 03 gennaio 2018 ore 19:20

Jimmy Salvi, se ne va un pezzo di storia del paese

Gabriello Salvi

Ad esequie avvenute il ricordo degli amici di un personaggio davvero unico nel suo genere, fotografo e pittore giramondo sempre legato a Capoliveri



CAPOLIVERI — Ad esequie ormai avvenute , su sollecitazioni ricevute da alcuni degli amici più cari, dedichiamo due doverose parole (ma ce ne vorrebbero diversi libri) per ricordare un personaggio, un capoliverese,  davvero unico nel suo genere.

Lui era Gabriello Salvi, ma in molti lo conoscevano come Jimmy, o ancora come Zapata, ricordando un suo negozio di borse e cinture fatte a mano. Artista a 360 gradi, ma soprattutto capace di fissare con le immagini della fotografia e della pittura i sentimenti e le espressioni delle persone.

Per raccontare di lui - ma ci dimenticheremo sicuramente  qualcosa - ci affidiamo ad un vecchio articolo scritto in occasione della pubblicazione di un calendario,  "Capoliveri 1907-2007. 100 anni di vita in Comune",  dedicato al centenario dell'attività amministrativa del paese, di cui Gabriello forni le immagini da lui realizzate.

Gabriello Salvi, per tutti Jimmy, nasce il 23 aprile 1942, in via Cavour 33, a Capoliveri. Emigra in Australia nel 1952 e vi resta per circa cinque anni. Cresce a Roma, dove si trasferisce "dopo l'incidente aereo davanti all'isola di Montecristo". Verso la fine degli anni '50, dalla capitale importa la prima Harley-Davidson sbarcata sull'isola. A Capoliveri torna nel 1976 con l'intenzione di viverci. Da allora fa base nel suo paese d'origine, ma di tanto in tanto parte per lunghi viaggi all'insegna dell'avventura. Girovaga tra Spagna, Germania e Inghilterra. Vola in Messico - siamo nel 1995 - per seguire i fedelissimi del leggendario subcomandante Marcos. A Capoliveri fa sempre ritorno. Lavora nella pubblicità, nella fotografia, nell'artigianato del cuoio. Ma soprattutto, durante i soggiorni capoliveresi, ritrae le persone più conosciute del paese. Una passione duratura che spiega così: «Mi piace fotografare la gente che sta al bar, nella piazza, i loro volti. Penso sempre che se ne perderà la memoria. Mi piace mantenerla».

Questo per farsi almeno un'idea del personaggio che ci ha lasciato, artista poliedrico, eterno ragazzo, colto e preparato sull'arte, libri ecc., un personaggio che a Capoliveri mancherà tantissimo. Grazie dunque agli amici che ci hanno permesso di ricordare Jimmy con un ultimo saluto che condividiamo con i nostri lettori e con tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato.



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