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martedì 23 ottobre 2018

Attualità giovedì 14 dicembre 2017 ore 10:50

Ecco quello che avremmo voluto dire al convegno

Una veduta aerea della piana di Mola

Dura nota del "Comitato per la difesa di Lido e Mola": "E' stato un grande spot pubblicitario pro dissalatore. Il problema è di tutta l'isola"



CAPOLIVERI — "Ecco quello che avremmo voluto dire al convegno, se ci avessero dato un pò di tempo". Questo il senso della dura nota inviata oggi alla stampa dal presidete del Comitato per la difesa di Lido e Mola, Italo Sapere. Ecco il testo integrale.

"L’incontro voluto dal P.D. locale ci è sembrato un grande Spot pubblicitario pro dissalatore. Tutto l’apparato del partito di governo, ASA, Autorità Idrica, schierati, uniti e compatti per il SI.

Sinceramente, visto le dichiarazioni ufficiali, apparse sulla stampa, dove si parlava di “ultimazione del dissalatore di Mola”, non abbiamo compreso il motivo del convegno, se non quello di convincerci della bontà del progetto, che si chiama AUTONOMIA (sottolineo autonomia) IDRICA dell’isola d’Elba, quando le linee strategiche del Piano d’Ambito più volte ripetute sono quelle di realizzare importanti interventi di interconnessioni di acquedotti esistenti, allo scopo di eliminare sistemi isolati, questo al fine di garantire maggiore flessibilità al sistema acquedottistico regionale.

Detto in un modo più semplice, gli acquedotti in futuro dovrebbero cercare di collegarsi fra di loro, evitando di lasciare zone isolate. Questo per la Toscana!

Per l’Elba invece, il progetto di costruire uno/due dissalatori per rendere autonoma l’isola; quando si dice di voler interconnettere tutto il resto del sistema acquedottistico toscano.

E quando succederà (prima o poi) che la condotta sottomarina smetterà di portare l’acqua dal continente? Ci diranno che l’Elba è autonoma.

Diventeremo anche autonomi (forse), ma resteremo attaccati ad una (o due) macchine, con un rischio incommensurabile, affidando il futuro della nostra economia semplicemente ad una/due macchine.

E se d’agosto si guastassero ?

Si vuol superare un eventuale rischio (interruzione della condotta), creandone un altro ancora maggiore.

Al Comitato viene spesso ripetuta la solita accusa, la solita frasina, anche un po’ stantia:

NO NEL MIO GIARDINO,

Ci accusano di proteggere interessi privati localizzati. Ci accusano di essere contrari perché mossi da interessi ristretti, miopi e particolaristici.

Giorni fa leggevo, sul libro di storia di mio figlio, la nostra Costituzione.

L’Art. 2 recita:” La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”, (lavoro e ambiente sono diritti inviolabili ?)

SI difendiamo il nostro giardino, ma perché il nostro giardino è l’Elba, tutta! Noi difendiamo la nostra isola, l’ambiente e il suo mare, perché semplicemente ci dà da vivere. Noi la difendiamo e continueremo a difenderla, l’abbiamo difesa ieri contro il gassificatore, oggi contro il dissalatore e domani contro la cava dell’Eurit.

Ci farebbe piacere sapere come avrebbe reagito l’ex- presidente del Parco, se fosse in corso di realizzazione un invaso nella valle di Pomonte, poco distante da casa sua.

Noi siamo contro la politica di ASA, che preferisce spendere i soldi pubblici in uno o due dissalatori piuttosto che iniziare a sostituire le tubazioni colabrodo, perché ci sembra che la programmazione dell’Autorità Idrica e di ASA manchi di una seria strategia di lungo respiro, ma che si navighi a vista. Oggi di sicuro il primo dissalatore, localizzato ai bordi di una zona umida, senza aver studiato seriamente localizzazioni alternative, domani forse una nuova condotta o forse un secondo dissalatore? Testa o croce? Oggi, dopo 15 anni di presenza sul territorio, ASA si accorge che sarebbe necessario un bilancio idropotabile dell’isola. Meglio tardi che mai!

Anni fa fu approvato il progetto dei 21 laghetti collinari, che fine ha fatto?

Certo è, che se il primo dei 21, è stato il Condotto. Meglio stendere un velo pietoso!

Al Condotto, dove non esiste una valle fluviale significativa, dove non esiste un fosso da sbarrare, si è cercato di realizzare un invaso. Un risultato fallimentare sotto gli occhi di tutti.

E noi continuiamo a pagare per gli errori di ASA.

Oggi ASA ci presenta un progetto di questo impianto industriale.

Quanti dissalatori di questa dimensione ha progettato prima di ora?

Un progetto pilota, ci hanno detto, cioè un progetto di natura sperimentale, a che scopo ? Allo scopo di verificarne la fattibilità e studiarne la sua utilità. Questo significa progetto pilota.

Le rassicurazioni di ASA non ci convincono per niente, per la totale inesperienza che ASA ha nella gestioni di questi impianti, visto che sarebbe il primo di queste dimensioni.

Risorse locali.

In base ad un semplice “conto della serva”, l’Elba è potenzialmente autosufficiente da un punto di vista idropotabile, senza fare ricorso ai dissalatori, cercando e captando esclusivamente le fonti locali.

ASA afferma di aver erogato nel 2016 circa 7,7 milioni di metri cubi all’anno.

L’Elba ha una superficie di 223 chilometri quadrati ed una piovosità media annua fra 500 e 600 millimetri. Su questa superficie cadono ogni anno all’incirca 120 milioni di metri cubi di pioggia. Ipotizzando che il 90 % dell’acqua vada perduta! Stimando un valore ragionevole di infiltrazione soltanto del 10% si può pensare che nel nostro sottosuolo penetrano e si accumulano ogni anno qualcosa come 12 milioni di metri cubi di acqua. Circa una volta e mezzo la quantità erogata da ASA.

Qualcuno può dimostrare il contrario?

Alle richieste di interventi strutturali sulla rete, ASA si trincera dicendo che la manutenzione straordinaria sulla rete costa troppo!!!

E allora saremo destinati a gettare via l’acqua per tutti gli anni futuri.

Pagare un prezzo finanziario e ambientale così alto, e poi andare a disperdere l’acqua in tubazioni fatiscenti, perché è troppo costoso sostituirle, è un’incongruenza paradossale!

Rumori

Il Tecnico Competente in Acustica (TCA) ha effettuato alcune misure fonometriche nella zona della spiaggia del Lido, accanto alla sala giochi del campeggio Europa e davanti al ristorante Il Doge, sapete in quali giorni? 1 e 2 luglio 2016 alle 21,30. Il risultato (parere di ARPAT. prot. 89826 del 21/02/2017) “ è possibile non attendersi variazioni di rilievo rispetto allo stato attuale”.

Lo stato attuale della sera nei due primi giorni di luglio, in piena stagione. Ma perche non vengono effettuate misurazioni nelle sere dei mesi da ottobre fino a marzo? E dopo verificheremo se ci sono o no variazioni di rilievo dallo stato attuale?

Queste (ed altre ancora) sono le cose che avremmo voluto dire al convegno, se ci avessero dato un po’ di tempo".



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