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Attualità venerdì 24 giugno 2016 ore 14:46

Due fossi altamente inquinati

Le analisi di Goletta Verde hanno rilevato due punti fortemente inquinati all'Elba, si tratta della foce dei fossi di Mola e Teseo Tesei



CAPOLIVERI — All’Isola d’Elba sono risultati fortemente inquinanti i campioni prelevati alla foce del fosso di Mola, nell’area umida del Parco Nazionale dell’Arcipaelago Toscano, nell’area che fa parte nel territorio del Capoliveri. Ma sulla situazione di questa fragile area umida, protetta anche dalle Direttive europee Habitat e Uccelli, il circolo di Legambiente Arcipelago Toscano sta preparando un dossier con altri dati che verrà presentato nei prossimi giorni.

A Portoferraio è invece risultata inquinata la foce del canale dove sorge la sede del Teseo Tesei (comunque in un’area non balneabile) mentre sono risultati nella norma gli inquinanti riscontrati nei prelievi effettuati alla spiaggia presso Punta della Rena, sempre a Portoferraio e alla foce del fosso di San Giovanni a Portoferraio, dove però è stata riscontrata la diffusa presenza di rifiuti alla foce del fosso e l’occlusione dei uno dei due scarichi. 

È questo l’esito dell’indagine di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane che oggi chiude la sua tappa in Toscana. L’istantanea regionale sulle acque costiere dell’equipe tecnica dell’imbarcazione ambientalista è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa a Portoferraio alla presenza di Francesca Ottaviani, portavoce di Goletta Verde e Umberto Mazzantini, responsabile Mare di Legambiente Toscana.

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 14 e il 15 giugno scorso. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono stati considerati come inquinati i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e fortemente inquinati quelli che superano di più del doppio tali valori. I punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta.

Il monitoraggio di Goletta Verde prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un maggior rischio presunto di inquinamento. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare.

"Nel corso del nostro viaggio monitoriamo i punti critici individuati lungo le coste, ma ciò non significa che in questi punti non sia alta la frequenza dei bagnanti. Di conseguenza, la carica batterica che arriva in mare rappresenta non solo un problema ambientale ma anche un rischio per la salute umana - sottolinea Francesca Ottaviani, portavoce di Goletta Verde - la situazione dei nostri mari risente inevitabilmente del forte deficit depurativo che vive in generale l’Italia, dove secondo le ultime stime dell’Istat e del Governo tre italiani su dieci non sono ancora allacciati a fognature o a depuratori e il 40% dei nostri fiumi risultano gravemente inquinati". 

"La vocazione turistica e naturalistica di una delle più belle aree della Penisola non può più rischiare di essere messa in discussione però dai ritardi con i quali si sta procedendo a mettere a sistema gli interventi necessari per adeguare e rendere più efficiente il sistema depurativo sia dei comuni costieri e insulari che dell’entroterra - dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana - chiediamo quindi alle autorità competenti di intensificare i controlli nelle zone più prossime a queste fonti di inquinamento, frutto di una una cattiva gestione del sistema depurativo sia dei comuni costieri che dell’entroterra".

"Le situazioni di troppo pieno degli impianti urbani dell’entroterra, anche a causa della piovosità registrata quest’anno, si sono moltiplicate a dismisura, creando non pochi problemi anche ai comuni costieri più virtuosi - aggiunge Umberto Mazzantini, responsabile Mare di Legambiente Toscana - alla Regione, che è sempre stata attenta più di altre alle politiche ambientali, chiediamo di non perdere altro tempo per tutelare una delle sue maggiori risorse"

Nello specifico i controlli elbani sono stati:

Capoliveri - Mola - Foce fosso di Mola, lato sinistro: Fortemente Inquinato

Portoferraio - Punta della Rena - Spiaggia presso Punta della Rena: Entro i Limiti

Portoferraio - Teseo Tesi - foce del Canale Teseo Tesei: Fortemente Inquinato

Portoferraio - San Giovanni - foce fosso di San Giovanni: Entro i Limiti


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