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Attualità venerdì 28 ottobre 2016 ore 11:00

Ok dalla Regione all'allungamento della diga

Gli uffici regionali accolgono il progetto dell'Autorità Portuale per la realizzazione del muro paraonde e l'adeguamento della diga foranea



CAMPO NELL'ELBA — Passa il vaglio della Regione il progetto, proposto dall'Autorità portuale regionale, di allungamento e adeguamento della diga foranea di Marina di Campo.

Il documento conclusivo, pubblicato sul Burt, non solo approva la realizzazione del muro paraonde e del nuovo tratto della struttura, ma fornisce chiare indicazioni sui tempi e le modalità che dovranno essere attuate durante lo svolgimento dei lavori.

L'istanza, depositata dall'Autorità Portuale Regionale lo scorso 27 giugno, ha richiesto al Settore Valutazione Impatto Ambientale regionale l’avvio del procedimento di verifica di assoggettabilità, trasmettendo i relativi elaborati progettuali ed ambientali, documentazione depositata anche presso il Comune di Campo nell’Elba.

Alla Regione sono pervenuti anche i contributi tecnici istruttori di: Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, nonché di ARPAT e de Genio Civile Valdarno Inferiore e Costa.

Progetto. "L’intervento si rende necessario - si legge nel documento - in quanto, allo stato attuale, la diga di sopraflutto del porto di Marina di Campo è caratterizzata dalla presenza del muro paraonde solo per metà della propria lunghezza e la mancanza del muro nel secondo tratto rende la diga facilmente tracimabile, esponendo le imbarcazioni retrostanti a danneggiamenti ed a possibili affondamenti".

"Di conseguenza, una parte importante dello specchio acqueo del porto (quella più prossima alla testata della diga di sopraflutto) è di fatto inagibile per buona parte dell’anno e può essere utilizzata solo durante il periodo estivo e nei periodi di calma. Tale situazione è poi ovviamente aggravata dalla mancanza di un’opera di sottoflutto che espone lo specchio acqueo all’azione diretta delle onde incidenti, con valori di agitazione molto elevati". 

Per risolvere queste criticità il progetto prevede la "Realizzazione di un muro paraonde in calcestruzzo armato (con quota di coronamento pari a 5.5 m sopra il livello medio marino e sezione analoga a quello esistente nel tratto iniziale) nei 70 m del secondo tratto della diga di sopraflutto di Marina di Campo, previa la realizzazione della struttura di fondazione negli ultimi 20 m.

L'adeguamento della scogliera lungo tutta la diga, con realizzazione di vasca di dissipazione (ad eccezione delle sezioni più vicine alla radice), mantellata, strato di filtro e protezione al piede in massi naturali". 

In base alle verifiche preliminari, la mantellata sarà larga 4.5 m posta a quota 4.5 m sopra il livello medio marino. E' prevista inoltre la realizzazione del riccio a protezione della testata, l’ampliamento (verso l’area portuale) dell’ultimo tratto della banchina. Prima della posa in opera dei nuovi strati della scogliera, sul fondale sarà steso un telo di geotessuto e sarà realizzato uno di fondazione con massi in tout-venant.

Al fine di verificare eventuali impatti sul litorale adiacente indotti dall’intervento è stato condotto uno studio morfodinamico della spiaggia di Marina di Campo e, per quanto riportato: "L’intervento in progetto non modificherà in maniera sostanziale l’attuale regime della spiaggia".

Materiali. I materiali necessari, soprattutto i massi, verranno reperiti in alcune cave toscane e trasportati via mare a Portoferraio e da là, ancora via mare, a Marina di Campo: "I massi verranno conferiti dal continente al porto di Portoferraio, in area debitamente attrezzata, e successivamente trasportati presso il cantiere su apposita betta e/o piattaforma con rimorchiatore. 

Per l’approvvigionamento del calcestruzzo, è stata preliminarmente individuata la centrale di betonaggio presente all’Isola, in località Colle Reciso. Per quanto riguarda i massi, tenuto conto che non sono disponibili in loco, saranno approvvigionati da tre cave localizzate in loc. Monterombolo, Campiglia Marittima, in loc. Montevalerio, Campiglia Marittima e in loc. Montepeloso, Suvereto".

Impatto ambientale. Nonostante l’area non ricada all’interno del perimetro del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, questi ha espresso una valutazione per cui ritiene che possa essere esclusa la presenza di effetti negativi significativi sull’ambiente, parere favorevole anche dalla Soprintendenza.

Monitoraggio. L'Autorità portuale regionale: "Chiarisce che non fanno parte del progetto in esame le attività di ripascimento presso l’arenile nell’area a nord del Golfo" e ha previsto un sistema di monitoraggio ante operam, in corso d’opera e post operam, riguardanti i seguenti aspetti ambientali: rumore: macroinvertebrati bentonici, Posidonia, popolamenti superficiali di substrato roccioso e acque marine. Alle attività di monitoraggio saranno affiancate "Specifiche attività di comunicazione dei dati rilevati, a beneficio della cittadinanza interessata".

Indicazioni. La Regione fornisce tuttavia delle raccomandazioni e delle indicazioni circa lo svolgimento dei lavori: "Dovrà essere dettagliata l’eventuale movimentazione dei fondali al fine della posa in opera delle strutture in calcestruzzo, nonché dettagliate le cautele da porre in atto nell’eventualità di presenza di prateria di Posidonia oceanica".

"I lavori devono essere eseguiti in periodi non concomitanti con la stagione balneare e devono essere previste misure di sorveglianza e di minimizzazione degli effetti di disturbo e di torbidità dell’ambiente marino, tutte le acque reflue prodotte devono essere correttamente gestite".

Tempi. Gli interventi previsti dal progetto in esame devono essere realizzati entro cinque anni.



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