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Attualità martedì 11 aprile 2023 ore 18:55

Referendum aeroporto, "perché voteremo no"

L'imprenditore Yuri Tiberto in rappresentanza di un piccolo gruppo di cittadini scrive una lettera aperta al presidente della Regione Giani



CAMPO NELL'ELBA — "Egregio Sig. Presidente,Le scrivo questa lettera aperta a titolo personale, ma anche a nome di un piccolo - per ora - gruppo di Cittadini residenti nel Comune di Campo nell'Elba che - ringraziando il nostro Sindaco Arch. Davide Montauti per averci voluto consultare su un argomento tanto importante per la nostra comunità - sono intenzionati a votare NO alla proposta di allungamento del nostro aeroporto, ma anche a farle presente i motivi di tale scelta".

Si apre così una lettera aperta di Yuri Tiberto, imprenditore campese, indirizzata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, riguardante al referendum sull'allungamento della pista dell'aeroporto di La Pila.

"Voteremo NO, - spiega Tiberto - non solo per evitare grandi disagi ai nostri concittadini coinvolti negli inevitabili espropri o nei disagi legati allo spostamento di un'arteria stradale di primaria importanza per il nostro territorio, per quanto vedersi demolire una casa magari costruita dai nostri nonni non sia indubbiamente piacevole, indipendentemente dal risarcimento economico.Voteremo NO, non solo per i rischi idrogeologici in una zona ad altissimo rischio connessi all'impermeabilizzazione di una vasta porzione di terreno e allo spostamento coatto di un fosso principale.Voteremo NO, non solo per le incognite relative a lavori che richiederanno progettazioni tanto complesse quanto accurate, costi difficilmente preventivabili e autorizzazioni e prescrizioni da enti terzi del tutto imprevedibili.Vede, Sig. Presidente, certamente molti di noi vivono in zone nelle quali il rumore e l'inquinamento di un eccessivo traffico aereo porterebbero disagi anche gravi in termini di salute e di danni economici. Ma non lo riteniamo un vero problema, semplicemente perché "l'appetibilità" del nostro scalo è ampiamente dimostrato essere decisamente scarsa. E qualche volo al giorno, che sia di un piccolo Piper o del tanto magnificato ATR72, non ci cambierebbe la vita. Il punto principale riguarda invece proprio Lei, Sig. Presidente". 

"Da oculato Amministratore dei fondi regionali a Lei affidati, - prosegue Tiberto -dovrebbe chiedersi se, dopo che Regione Toscana ha acconsentito non più tardi di un lustro fa ad accollarsi lavori per un paio di milioncini ritenuti "indispensabili, pena chiusura" da Alatoscana (a volte la Storia si ripete), dopo che per anni la stessa Regione da Lei oggi presieduta ha finanziato numerosissimi altri ampliamenti, adeguamenti, allargamenti e chi più ne ha più ne metta, dopo aver speso svariati milioni per una continuità territoriale che per quanto sia indubbiamente auspicabile che continui e progredisca al momento sembra ben poco sfruttata dai residenti e quasi nulla in termini turistici, sia ora il caso di investire soldi pubblici per una cifra che dai circa 18.000.000 ipotizzati con tutta probabilità si avvicinerà ai 25/30.000.000 solo sulla base di molto ipotetici attori interessati ad aprire linee dirette col nord Europa, con lo scopo dichiarato di risollevare con qualche centinaio di turisti "di prima scelta" le sorti di una bassa stagione che ormai da quasi 20 anni piange quasi 500.000 presenze ormai definitivamente perse, per molteplici ragioni facilmente intuibili e non più recuperabili".

'Quanti saranno i Tedeschi, Svizzeri o Lapponi inesorabilmente attratti dal fascino dell'ATR, quando a Ibiza o Tenerife si può arrivare con i classici 20 eurondi Ryanair? - argomenta Tiberto - E è chiaro a tutti, secondo Lei, che né Ryanair né nessuna altra compagnia low cost potrà mai portare i suoi jet su una pista chiusa dalle montagne? E tornando agli ATR72 (per altro poco più capienti degli aerei che già oggi potrebbero benissimo operare in sicurezza sulla nostra pista), quale compagnia aprirebbe una rotta a rischio senza incentivi economici e/o garanzie? Altri esborsi di Mamma Regione in vista? In buona sostanza, Sig. Presidente, è tutto nelle Sue mani: Lei controlla la Regione, la Regione controlla Alatoscana, la Regione paga, Lei dovrà valutare e decidere".

"Riteniamo però opportuno farle presente che noi non vogliamo assolutamente la chiusura dell'aeroporto. - spiega Tiberto- Non vogliamo siano messi a rischio i posti di lavoro. Non vogliamo che i fondamentali presidi rappresentati dall'elicottero antincendio, dal distributore di carburante, dall'assistenza al Pegaso (che anzi, potrebbe essere fonte di incasso se venisse spostato sull'isola in pianta stabile, anche considerando che per noi è un'indispensabile salvavita) siano in nessun modo soppressi o ridotti. Vogliamo anzi che si faccia tutto quanto possibile per incentivare dei servizi "navetta aerea" da Pisa, Firenze e perché no, Roma. Con aerei compatibili (e ce ne sono) e moderni". 

"E' a conoscenza del fatto che attualmente, pur avendo numerose possibilità di coincidenze comode con i voli Silver Air da Pisa e Firenze, i motori di ricerca non segnalano la possibilità di arrivare sull'Isola con un semplice, comodo e relativamente economico scalo? - aggiunge Tiberto - Forse gli attuali gestori non sono sufficientemente stimolati a cercare di migliorare la visibilità di rotte già coperte ma che purtroppo operano con l'aereo troppo spesso semivuoto. Vede, noi vorremmo un aeroporto vivo, con aeroclub brillante, manifestazioni aeree nella famosa "bassa stagione", esibizioni, paracadutisti, magari pure aquiloni e mongolfiere, usi alternativi delle strutture esistenti per concerti, happening e tutto quanto viene già proposto da decine di piccoli aeroporti in tutto il mondo. Certo, serviranno - come sempre - dei contributi". 

"Per Lei non cambierebbe molto: ci siete abituati, e vi ringraziamo. Ma, visto che tutti i soggetti non coinvolti nei disagi dell'ipotetico ampliamento si stracciano le vesti per incensare l'assoluta importanza dell'aeroporto, perché non chiedere che siano LORO (Provincia, tutte le Associazioni di categoria possibili... ma soprattutto la GAT, che si fagocita 5 milioni di euro all'anno e dipende per 6/7 dagli altri Comuni, quelli con (quasi) tutti i Sindaci - ovviamente - strafavorevoli a tutto purché fuori dal loro giardino e lontano dal loro portafoglio). Speriamo di aver espresso il nostro pensiero in maniera chiara e semplice, e confidiamo che, indipendentemente dall'esito del referendum, vorrà tenerne conto. Nel ringraziarla per l'attenzione, cogliamo l'occasione per ricordarle, lungi da noi qualunque forma di benaltrismo, che se proprio la regione avesse dei fondi da dedicarci, sarebbe piuttosto urgente pensare ad un giusto potenziamento (invece che al progressivo smantellamento) dell'ospedale, a servizi sanitari basilari per residenti e turisti (guardie mediche), alla mobilità eco-sostenibile (navette per le spiagge, e perché no, anche con gli aeroporti più vicini...), e, dulcis in fundo, alla continuità territoriale marittima, magari pretendendo navi più moderne ed ecologiche, se possibile adatte ad affrontare tempeste (tipo vento forza 4...), rispetto degli orari, e se possibile, coincidenze con i treni funzionali.Con i nostri più cordiali omaggi,Yuri Tiberto Nota: non è nostra intenzione intentare improbabili raccolte firme su piattaforme anonime sperando nella solidarietà di qualche amico calabrese o trentino. Abbiamo comunque aperto un gruppo Facebook dove è possibile sottoscrivere questa lettera al Presidente, sia in forma diretta, tramite modulo classico, sia semplicemente approvando attraverso il proprio profilo. Questo il link", conclude Tiberto.


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