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Attualità lunedì 17 aprile 2023 ore 18:00

"Ampliamento aeroporto, qualche dato a favore"

Stefano Martinenghi a nome del Comitato per il Comune unico dell'Elba ripropone un altro progetto e chiede perché sia stato abbandonato



CAMPO NELL'ELBA — "Gli argomenti contrari all'ampliamento dell'aeroporto che si leggono in questi giorni sui media, non poggiano su dati reali, ma su opinioni personali svincolate dalla realtà dei dati economici. Fanno sorridere le voci - pur autorevoli - di chi dubita che all'allungamento dell'aeroporto per consentire l'atterraggio di velivoli da 70 posti invece dei 16 attuali corrisponderebbe un aumento importante dei flussi turistici all'Elba e della durata della stagione. Basta dare uno sguardo alla realtà delle altre isole del Mediterraneo con aeroporti adeguati per non avere dubbi in merito".

Lo scrive Stefano Martinenghi a nome del Comitato Elba in Comune per il Comune unico dell'Elba.

"E' nozione fornita in qualunque manuale di economia, che dove una strada locale è sostituita da una superstrada e ancora di più da un'autostrada, nei territori interessati avviene una moltiplicazione dei transiti di persone e merci dovuti all'aumento delle portate ed all'abbattimento dei costi di trasporto; - prosegue Martinenghi - dunque una corrispondente crescita di sviluppo e ricchezza. Dove ciò non avviene si ha un divario nello sviluppo economico del territorio, come avvenuto tra la ricca costa adriatica dotata di autostrada e la splendida ma povera costa tirrenica corrispondente alla maremma, dove l'economia in generale e turistica in particolare sembra rimasta agli anni '70".

"Lo stesso ragionamento - prosegue Martinenghi - è applicabile alle autostrade del mare e del cielo. Quelle del mare sono attraversate dalle grandi navi crociera che attraccano dove esistono porti in grado di accoglierle e infatti vanno ovunque nel mediterraneo, tranne che all'Elba. E laddove attraccano sbarcano migliaia di passeggeri che fanno shopping e pranzano nei locali della località, lasciando milioni di euro a negozianti e ristoratori nell'arco della stagione".

"L'aeroporto di La Pila equivale ad una strada comunale, - aggiunge il portavoce di Elba in Comune - praticabile solo da aerei piccoli con pochi passeggeri ed alti costi, che non consente ai tour operator internazionali di organizzare "pacchetti" turistici volo+albergo con numero di persone e prezzi ragionevoli; che infatti vengono dirottati in altre isole del Mediterraneo. Il livello qualitativo di questi voli charter lo decidono gli albergatori sulla base dell'offerta turistica e dei prezzi praticati. L'attuale progetto di allungamento migliorerebbe la situazione come la migliora una superstrada rispetto ad una strada comunale. L'aeroporto di La Pila oggi è di categoria 2C che consente l'atterraggio di velivoli da 16 posti e per consentire l'atterraggio di velivoli da 70 posti deve essere adeguato a categoria 3C, con pista superiore a mt. 1.200.
I lavori di messa a norma avvenuti in anni recenti hanno allungato la pista a 1.197 metri, ma per far atterrare voli charter da almeno 70 passeggeri come l'attuale progetto prevede, la pista deve superare i 1.200 metri. Tuttavia, per aprire per davvero le porte dell’Elba al mondo occorrerebbe allungare la pista di altri 600 metri e portarla a 1.800 metri, per far atterrare voli charter da 120-140 posti. Come i voli che atterrano nelle isole greche di Santorini e Mykonos (un terzo dell’Elba per superficie e abitanti) dove ogni anno si recano 1,5 milioni di Italiani, che hanno una stagione lunga 8 mesi e registrano il doppio di presenze turistiche dell’Elba (5,5 milioni contro 2,8)".

"A Santorini nel mese di marzo atterrano 10 voli al giorno che in un mese riempiono 300 alberghi. Anche la Siciliana isola di Lampedusa (un decimo dell’Elba) ha una pista da 1.800 metri dove possono atterrano aerei da 150 posti. - aggiunge Martinenghi - E infatti, in proporzione, registra il triplo delle presenze turistiche dell’Elba (2,8 milioni di presenze/anno). Piste da 1.800 metri sono anche in Sardegna (13 milioni di presenze/anno); in Francia in Corsica (14 milioni di presenze/anno); in Grecia a Santorini, Mykonòs, Creta (circa 12 milioni di presenze/anno fra tutte); in Spagna a Maiorca, Minorca, Ibiza, Formentera (58 milioni di presenze/anno fra tutte); in Portogallo a Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura (12,8 milioni fra tutte)".

"Questi sono i dati certi da contrapporre a chi dubita dell'utilità dell'ampliamento dell'aeroporto. - continua Martinenghi - Tutte le località grandi e piccole con aeroporti in grado di essere punti di sbarco delle autostrade del cielo hanno stagioni turistiche di almeno 8 mesi, con milioni di turisti del livello qualitativo voluto dagli operatori turistici: chi punta ai pensionati pratica prezzi da vacanza low cost, chi ad un turismo ricco che pretende servizi di qualità ed è in grado di offrirli pratica prezzi hight cost. La morale è la solita: solo il Comune dell’Elba avrà il potere di allungare la pista a 1.800 metri per raddoppiare a 8 mesi la stagione e a raddoppiare e 6 milioni le presenze/anno". Dopo un referendum vero, con il quale saranno gli Elbani a decidere cosa vogliono: se isolarsi senza aeroporto, o aprirsi all'Europa ampliando la pista oltre i 1.200 metri per consentire l'atterraggio di velivoli da 70 passeggeri, o aprirsi al mondo con una una pista da 1.800 metri per voli diretti internazionali charter e di linea da 120-150 passeggeri".


"Per allungare la pista a 1.800 metri ed aprire per davvero l'Elba al mondo sarebbe necessario adottare la seconda ipotesi indicata nel Masterplan 2009 della Regione di cui s'è già scritto, che non comporterebbe nè i temuti stravolgimenti ambientali nè gli espropri delle abitazioni, grazie all'allungamento con rotazione della pista sul proprio asse verso nord in direzione della pista dei go-kart che salverebbe le abitazioni della valle e interesserebbe un solo piccolo albergo, che dallo spostamento a pagamento dall'attuale ubicazione piuttosto infelice guadagnerebbe di sicuro. Con un'aeroporto vero guadagnerebbero tutti, anche quei (pochissimi) albergatori Campesi nei pressi che oggi l'avversano temendo il rumore, non pensando che se si dotassero di una vera sala congressi che oggi manca all'Elba (che verrebbe finanziata) lavorerebbero tutto l'anno. Resta un mistero perchè a tale soluzione più favorevole agli interessi generali dell'Elba e particolari dei residenti e degli albergatori Campesi, sia stata preferita l'attuale soluzione più sfavorevole sotto ogni profilo, che favorisce solo l'esproprio delle case dei residenti", conclude Martinenghi.


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