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Politica lunedì 18 luglio 2016 ore 10:04

Crisi campese, tutte le ipotesi sul tavolo

Dimissioni, sfiducia, commissario e nuova giunta, ecco i possibili scenari che si aprono con la crisi politica che ha investito Campo nell'Elba



CAMPO NELL'ELBA — La crisi politica che si è abbattuta su Piazza Dante apre a scenari che meritano di essere analizzati per capire cosa potrebbe succedere nel prossimo futuro e sgomberare l'aria dalle ipotesi che fino a giovedì, quando la frattura nella giunta verrà ufficializzata all'interno del consiglio comunale, stanno tenendo banco.

Dando per irrevocabili le dimissioni dei consiglieri Scotto di Santolo e Mazzei, anche se la politica è il mondo del possibile, gli scenari da analizzare sono sostanzialmente quattro: Dimissioni, sfiducia, commissario e nuova giunta.

Dimissioni. E' il caso in cui Lorenzo Lambardi, preso atto della mancanza irrevocabile di costituire una maggioranza, pone volontariamente fine al proprio mandato. Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della provincia diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del consiglio, con contestuale nomina di un commissario.

Sfiducia. E' l'ipotesi al momento più probabile: la minoranza, consapevole di avere i numeri per far decadere il sindaco, pone all'ordine del giorno una mozione di sfiducia. La mozione deve essere votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il consiglio. Deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco, e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario. Il limite dei dieci giorni rappresenterebbe quindi la necessità di indire un nuovo consiglio comunale oltre quello del 21 luglio.

Commissario. E' la diretta conseguenza delle due ipotesi sopra esposte che portano dritte allo scioglimento del consiglio comunale. Il commissario, nominato con decreto dal Ministro dell'Interno, esercita le attribuzioni conferitegli con il decreto stesso. Di solito l'incidenza del commissario è legata alla situazione finanziaria dell'ente: se i conti sono in ordine il commissario traghetta il Comune fino al primo turno elettorale utile previsto dalla legge. 

Nuove elezioni. Le ipotesi in campo, in questo caso sono sostanzialmente due. Il primo turno elettorale utile potrebbe, in teoria, essere quello per il referendum costituzionale di ottobre che tuttavia non è stato ancora ufficialmente fissato. I tempi per la campagna elettorale, se pure stretti, ci sarebbero ma è inusuale una soluzione così rapida. Molto più probabile invece che l'eventuale commissario decida di puntare il rinnovo dei consigli comunali che si terrà nella primavera prossima, appuntamento che riguarda anche alcune amministrazioni elbane.

Nuova giunta. E' l'ipotesi residuale e si tratterebbe di una forzatura ma è comunque concessa. Le dimissioni dei consiglieri sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci. Il consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l'ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo. In questo caso Lambardi potrebbe integrare la squadra di governo con due nuovi assessori e ricreare una maggioranza alternativa.

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata

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