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Attualità sabato 15 agosto 2020 ore 16:45

Chiusura del Caloncino, replica dalla proprietà

porticciolo Seccheto
La zona del Caloncino a Seccheto

Dopo il caso della chiusura di accesso al porticciolo di Seccheto la proprietà dell'hotel La Stella interviene per spiegare le sue ragioni



CAMPO NELL'ELBA — Dopo la polemica scoppiata ieri per la chiusura della strada sul lungomare di accesso al porticciolo di Seccheto, nella zona del Caloncino, e dopo le dichiarazioni dell'amministrazione comunale di Campo nell'Elba (leggi qui l'articolo), interviene la proprietà dell'hotel La Stella, artefice della stessa chiusura, per spiegare il suo punto di vista.

Qui di seguito riportiamo il testo integrale della replica ricevuta dalla proprietà che ci ha inviato anche alcune immagini della zona.

"In merito alla chiusura dell'area privata cosiddetta del Caloncino, sentiamo l'obbligo di esporre le nostre ragioni, che nessun giornalista si è preoccupato di chiederci, forse ritenendo, a torto, che il nostro atteggiamento sia frutto di improvvisazione e voglia di discutere. Con la doverosa e sostanziale premessa che le aree in questione sono state regolarmente acquistate e che risultano inequivocabilmente aree in proprietà privata, da anni chiediamo che la gestione delle suddette aree venga regolarizzata, presentando progetti ed istanze. Il cosiddetto Caloncino non è un porto, non è un approdo, non è gestito, non è concessionato.

È un abuso sul demanio ed una occupazione illegale di proprietà privata. Le barche occupano illegalmente tanto le aree private di questa azienda quanto le aree demaniali antistanti. Sono stati realizzati ormeggi abusivi sugli scogli, anelli e ganci in acciaio arrugginiti sono presenti in tutta l'area creando pericolo per tutti i bagnanti e le persone che normalmente fruiscono degli scogli per prendere il sole. Carrelli per barche ed attrezzature varie da pesca e non, vengono lasciati abbandonati nelle aree private e demaniali senza alcuna autorizzazione.

Come se non bastasse è stato installato un corridoio di lancio per imbarcazioni Diving della larghezza di 65 metri, uguale all'ingresso del porto di Marciana Marina, in chiara violazione di quanto autorizzato (15 metri massimo), che impone il divieto di balneazione su tutta la zona avverso il quale ci siamo opposti al Tar per consentire ai turisti di poter fruire di questo tratto di mare altrimenti vietato. L'interesse pubblico sembra esplicitarsi sulla tutela dell'abusivismo, dell'incuria del divieto di balneazione a favore di un diving piuttosto che per la libera fruizione da parte di tutti dei beni demaniali.

Fino a settembre dello scorso anno la proprietà privata era rimasta interamente aperta ed era invasa da continui anda e rivieni a tutte le ore di veicoli maggiormente dei natanti ma non solo, che abusivamente occupavano le aree private. Per tale ragione e con diritto secondo una Scia consolidata, a settembre 2019 abbiamo parzialmente chiuso una parte dell’accesso alla proprietà con una catenina  scavalcabile e un lucchettino a chiave di cui una copia è stata consegnata ai natanti per l’uso invernale, cosa che hanno fatto. Abbiamo sempre lasciato il passaggio pedonale e garantito passaggio ai mezzi di soccorso e di sicurezza.

La proprietà privata è stata ed è aperta a tutti i bagnanti come anche alle forze dell'ordine e della sicurezza. La zona privata è sempre stata anche aperta ai natanti benché loro occupassero abusivamente l'area privata e abusassero del libero accesso con i loro veicoli.

A questo punto riteniamo necessario escludere dalla zona privata tutti i veicoli a motore e carrelli di attrezzature quali bombole e carburanti che sono un pericolo per le persone in una situazione dove non c'è nessun sistema di antincendio né di sicurezza alcuna. Abbiamo ieri chiuso l'intera area privata per puntualizzare la serietà della situazione esistente dell’ingiustizia causata al pubblico e non solo all’azienda".

Hotel La Stella

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