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Attualità giovedì 02 gennaio 2020 ore 11:09

Orche all'Elba, spunta una foto di un anno fa

Orca avvistata a Marciana Marina un anno fa
Foto di: Edoardo Mazzantini

Legambiente Arcipelago toscano spiega che non sono rari gli avvistamenti di orche nell'Arcipelago toscano e rassicura sulla loro non pericolosità



MARCIANA MARINA — "La presenza di un’intera famiglie di orche (Orcinus orca) provenienti dall’Islanda al largo delle coste liguri – funestata purtroppo dalla morte di un cucciolo, - si legge in una nota di Legambiente Arcipelago toscano - è certamente qualcosa di eccezionale".

Legambiente inoltre cita come eccezionale il viaggio delle orche verso lo stesso di Messina che ha costeggiato l'Elba e la zona dell'Enfola, come mostrano le immagini pubblicate su Facebook dal consigliere di minoranza di Portoferraio Luigi Lanera (leggi qui l'articolo).

"Avvistamenti di singole orche – probabilmente giovani maschi in dispersione – sono stati segnalati negli anni passati – anche uno controverso recentemente – e un maschio di orca, - spiegano da Legambiente - distinguibile per la sua lunga pinna appuntita, orca è stato sicuramente avvistato negli anni ’80 nel Canale di Piombino da un team di subacquei guidato da Antonio Marino".

Legambiente inoltre spiega che "in questi giorni stanno circolando numerose foto di avvistamenti di cetacei nel mare intorno all’Isola d’Elba e tra queste ce n’è una, scattata nel gennaio del 2019 dal pescatore Edoardo Mazzantini a circa 500 metri dal porto di Marciana Marina – proprio di fronte al tratto di mare dove è passata la famiglia di orche pochi giorni fa – che sembrerebbe proprio mostrare la lunga pinna dorsale di un’orca".

"Mettendo insieme tutte queste segnalazioni – probabilmente destinate a moltiplicarsi con la disponibilità degli smart-phone – proseguono da Legambiente - si capisce che la presenza di orche nel Mediterraneo nord-occidentale è certamente sporadica come ma non così eccezionale e rarissima come si pensava finora" (vedi gli articoli correlati).

"La stessa guida Fao sulla pesca del 1987 - aggiungono dal Cigno verde - segnalava diversi avvistamenti lungo tutta la costa mediterranea tra la Spagna, Francia e Liguria tra la costa nord della Toscana e la Sardegna - con al centro l’Arcipelago Toscano – e addirittura una cattura accidentale di un’orca in Sicilia. Il nostro Santuario del Cetacei e il nostro Arcipelago hanno quindi spesso ospiti dei quali non bisogna aver nessuna paura: nonostante il loro terribile nome in inglese – killer whale, balena assassina – questi grandi, splendidi e intelligentissimi predatori non attaccano gli esseri umani e vivono in popolazioni con una complessa vita sociale e con culture differenziate – dominate da nonne matriarche in menopausa – che somiglia molto a quella umana, ma più pacifica".  


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