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Attualità venerdì 02 ottobre 2020 ore 13:15

Cinghiali, le proposte di Montagna e Papi

cinghiali
Cinghiale a bordo stada

I sindaci di Capoliveri e Porto Azzurro prospettano alcune ipotesi e sottolineano la necessità di un "confronto fra le varie istituzioni"



ISOLA D'ELBA — Prosegue il dibattito sull'emergenza cinghiali all'Elba. Dopo gli interventi dei sindaci di Marciana, Campo nell'Elba e Marciana Marina, ad esporre il loro punto di vista sono Walter Montagna, sindaco di Capoliveri e Maurizio Papi, sindaco di Porto Azzurro attraverso una nota congiunta.

"Il cinghiale riveste un ruolo peculiare nell’attuale panorama della gestione faunistica italiana, e, dunque, non solo sul territorio elbano. - si legge nella nota dei sindaci Montagna e Papi - Le sue caratteristiche biologiche e le manipolazioni effettuate sulle popolazioni hanno contribuito non poco, nel tempo, ad un incremento delle specie ovunque. Il cinghiale, è indubbio, interviene in maniera fortemente negativa sulle coltivazioni agricole del nostro territorio, causando, altresì, ingenti danni a cose e persone, con conseguente nascita di forti contrasti fra le diverse categorie economico – sociali: in particolare quella degli agricoltori e quella dei cacciatori".

"Ci si domanda: come intervenire? La risposta non è semplice, - proseguono i due sindaci - se così fosse da tempo si sarebbe intervenuti risolvendo davvero il problema. E’ ovvio che il contenimento della popolazione degli ungulati solo attraverso la caccia controllata non abbia dato i risultati sperati, così come risulta assai complicato procedere ad una eradicazione totale della specie, con il suo prelevamento dal territorio, se non altro per gli altissimi costi che questo comporterebbe. La richiesta che viene dal sindaco di Marciana Simone Barbi e da altri enti e istituzioni è condivisibile, ma forse è possibile trovare una soluzione alternativa alla totale abolizione dell’area vocata al cinghiale, puntando a far convivere l’attività venatoria, con un controllo della popolazione degli ungulati con tipologie combinate di intervento: come l’inserimento in foresta di mangiatoie e abbeveratoi controllati, per limitare il più possibile l’avvicinamento degli ungulati in cerca di cibo ai centri abitati, l’effettuazione di battute di caccia autorizzate e controllate anche in aree Parco e, non ultimo l’intensificazione dell’uso di recinzioni elettriche per la prevenzione dei danni e la somministrazione di farmaci antifecondativi".

"Il confronto interistituzionale -  concludono i sindaci - è importante ed è necessario trovare una soluzione condivisa prendendo una posizione comune che sia di sostegno al territorio, nell’interesse collettivo dell’intera popolazione elbana".


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