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domenica 30 aprile 2017

ARCHEOLOGIA E FUTURO — il Blog di Franco Cambi

Franco Cambi

FRANCO CAMBI - Nato all’isola d’Elba nel 1957, vive a Siena, dove si è laureato nel 1982 e dove insegna “Archeologia dei Paesaggi”. Ha tenuto numerose lezioni e conferenze. Ha partecipato a Convegni, Seminari e incontri di studio e svolge costantemente attività di comunicazione sul tema della archeologia dei paesaggi. E’ Dottore di Ricerca in Archeologia romana ed è stato titolare di una borsa di studio post-dottorale nonché membro della European Science Foundation e dei progetti “Populus”. Afferisce alla Scuola di Dottorato di ricerca in “Storia e Archeologia Globale dei Paesaggi” (Università degli Studi di Foggia) ed è membro del Centro Interuniversitario di Scienze del Territorio (Università di Firenze, Pisa, Siena, Scuola Normale Superiore, Scuola Sant’Anna). E’ socio della Società dei Territorialisti. Ha effettuato e diretto numerosi scavi e ricognizioni in Toscana, Puglia e Sicilia.

Recuperiamo la Rada di Portoferraio

di Franco Cambi - sabato 21 maggio 2016 ore 07:00

La Rada di Portoferraio, all’Isola d’Elba, rappresenta un’opportunità per recuperare luoghi dimenticati; nella rada, secondo il mito, sostarono gli Argonauti dell’eroe Giasone durante la lunga ricerca del Vello d’oro. La storia e l’archeologia raccontano che nella rada si lavorarono i minerali di ferro e, forse, si fece il sale, per un tempo molto lungo.

Presso il villaggio di San Giovanni sorse una villa rustica romana, attorno al 100 a.C.. Il paesaggio, fino a quel momento segnato dalla lavorazione del ferro, cambiò di colpo e i forni per la riduzione del ferro lasciarono il posto ai vigneti e alle cantine in cui si produceva vino. Nella corte della villa si trovavano i dolia, grandi vasi in cui fermentava il vino. Proprietari della villa di San Giovanni, come poi di quella delle Grotte, furono i Valeri Messalla, una delle più influenti famiglie romane.

La rada di Portoferraio è un luogo affascinante, fatto di attrattori ambientali e culturali, memorie mitologiche, storiche, archeologiche.

Il Governo ha messo a disposizione 150 milioni per spazi culturali da recuperare e da far crescere (http://www.governo.it/articolo/bellezzagovernoit/4697).

Dato il suo grande valore paesaggistico e culturale e le sue forti valenze sociali, la ricerca sulla Rada di Portoferraio merita di essere sotenuta, non solo dalla comunità elbana ma, più in generale, da quella toscana.

Per segnalare l’iniziativa è sufficiente inviare e far inviare dai propri Amici all’indirizzo e-mail: bellezza@governo.it

il seguente messaggio:

Anche io sostengo il progetto di valorizzazione e promozione del sito di Rada di Portoferraio. Paesaggio e archeologia, straordinaria emergenza culturale dell'Isola d’Elba (Comune di Portoferraio, LI)”.

Franco Cambi

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