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Attualità sabato 18 aprile 2015 ore 10:28

Traghetti in ritardo? Ecco come farsi rimborsare

Andrea D'Ambra, giornalista e attivista per i diritti dei consumatori, racconta come far valere i propri diritti lesi da compagnie inefficienti



PORTOFERRAIO — "Ci sono tante cose che dell’Europa non si sanno e queste spesso riguardano diritti dei cittadini. Tra questi ci sono i diritti deipasseggeri marittimi".

Lo scrive sul suo blog Andrea D'Ambra, giornalista e storico attivista per i diritti dei consumatori (fondamentale la sua campagna contro le compagnie telefoniche). D'Ambra ha unito il lavoro alla passione per i viaggi e, trovandosi ad avere a che fare con compagnie di navigazione, si è trovato spesso nella condizione che per gli elbani è triste quotidianità. Ospitiamo quindi il suo racconto che può fornire utili indicazioni anche agli isolani.

"Grazie alla Direttiva 1177 del 2010 infatti dal Dicembre 2012 se il traghetto/aliscafo su cui viaggiate o avete previsto di viaggiare ritarda o viene soppresso avete diritto, a seconda dei casi, o al rimborso di una percentuale del biglietto che val dal 25% (ad esempio se il ritardo è almeno di un’ora su una tratta che dura fino a quattro ore) e può arrivare al 50% del prezzo pagato in caso di ritardi ancora superiori fino alla possibilità di scegliere tra rimborso integrale del prezzo del biglietto o trasporto alternativo verso la destinazione in caso di cancellazione o ritardo superiore ai 90 minuti rispetto all’orario di partenza previsto.

Essendo una normativa europea questa non vale solo nei mari italiani ma in quelli di tutta Europa. In virtù di questa ho potuto verificarne l’effettiva applicazione dopo un viaggio effettuato la scorsa estate da Santorini ad Atene. L’aliscafo partì con circa un’ora e mezza di ritardo e arrivò a destinazione ad Atene circa due ore dopo rispetto alla tabella di marcia probabilmente anche a causa del mare mosso.

Tornato a casa ho contattato la compagnia di navigazione (SeaJets) chiedendo il rimborso del 25% del biglietto ai sensi della direttiva 1177/2010ma non ho ottenuto risposta. Con la caparbietà che mi contraddistingue ho contattato l’autorità nazionale che in ogni Stato europeo è incaricata di garantire il rispetto di questa norma europea. Anche stavolta le risposte non sono arrivate quindi sono passato al livello superiore: la Commissione Europea, prima garante del rispetto delle norme e dei trattati europei. Questa, oltre ad avere gli uffici delle sue Direzioni Generali a Bruxelles, dispone anche di un servizio chiamato Solvit che permette di risolvere controversie che riguardano la cattiva applicazione delle norme europee.

Questa volta la risposta è arrivata (non poteva essere altrimenti, considerato che si presenta una denuncia formale che viene registrata e per la quale ci sono dei tempi di trattamento e risposta stabiliti) e anche se c’è voluto qualche mese alla fine è servito a far risvegliare magicamente sia l’autorità nazionale di controllo greca (il Ministero dei Trasporti in questo caso) che la compagnia di navigazione SeaJets che non solo hanno risposto, ma quest’ultima ha anche provveduto al rimborso del 25% del prezzo del biglietto (sui 100 Euro, mica bruscolini!).

Certo che queste informazioni torneranno utili ai tanti che d’estate (e non solo) solcano i mari d’Europa, un augurio di buon viaggio informato a tutti!"

Potete seguire le attività di D'Ambra sul blog www.andreadambra.eu



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