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martedì 12 novembre 2019

Cronaca giovedì 31 marzo 2016 ore 12:07

Bombe di eparina per uccidere i pazienti

L'infermiera arrestata dai carabinieri di Livorno è accusata di 13 omicidi all'ospedale di Piombino. Tra le vittime nessun malato terminale



PIOMBINO — Somministrava iniezioni letali di eparina e così provocava la morte dei pazienti. Ogni volta una dose tale "da determinare, soprattutto in alcuni casi, una rapida, diffusa ed irreversibile emorragia con conseguente morte". Secondo i carabinieri del Nas di Livorno che l'hanno arrestata, con questa tecnica ha ucciso 13 persone Fausta Bonino, l'infermiera di 55 anni che ora si trova nella sezione femminile del carcere di Pisa. 

Gli omicidi sono stati commessi tra il 2014 e il 2015. Nello specifico, le morti sono avvenute nel 2014 il 19 gennaio, 27 giugno, 22 settembre, 2 ottobre, 24 novembre, 26 novembre, 20 dicembre, 28 dicembre e nel 2015 il 9 gennaio, 11 marzo, 1 luglio, 9 agosto, 29 settembre.

Tutti i pazienti uccisi erano ricoverati nell'unità operativa di anestesia e rianimazione dell'Ospedale civile di Piombino. Nessuno di loro era terminale. Si tratta di uomini e donne di età compresa fra i 61 e gli 88 anni. I 13 decessi, dodici dovuti a scoagulazione del sangue e uno ad arresto cardiaco, hanno per forza di cose alterato anche il totale nelle statistiche della struttura sanitaria. Da quando la donna è stata trasferita di reparto, la mortalità è calata dal 20 al 12 per cento.

Ora gli inquirenti stanno facendo luce sui motivi che hanno animato la donna, probabilmente da collegare, spiegano i carabinieri, al suo stato psichico, in particolare a depressione, uso di alcol e di psicofarmaci.

Fra le aggravanti che il gip di Livorno ha evidenziato nell'ordinanza di arresto ci sono la crudeltà, l'aver approfittato di vittime in difficoltà e la violazione dei doveri di chi esercita un pubblico servizio.

L'indagine è iniziata a metà del 2015  ed è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Livorno. A farla scattare è stata l'ennesima segnalazione di una inspiegabile morte nell'ospedale. In quel caso si trattava di un anziano signore deceduto per emorragie diffuse che non risultavano collegabili alle ragioni per cui era ricoverato. Alla fine tutti gli elementi raccolti, compresa l'analisi dei turni in ospedale, hanno permesso di accertare la responsabilità della donna, che era in servizio nell'ospedale da numerosi anni.

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