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Attualità lunedì 18 agosto 2014 ore 12:08

Legambiente: Costa ripristini i fondali del Giglio

"Tutto dovrà tornare come era prima". E' l'appello lanciato da Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di legambiente, dal palco di Festambiente



GROSSETO — Un blitz all’interno di Festambiente, festival nazionale della Legambiente con l’esposizione in più aree della festa di uno striscione di dodici metri con la scritta “Costa Crociere: Levati dai fondali!”. Un appello accorato perché al Giglio tutto torni come era prima del naufragio. L'allarme lo lnacia Legambiente: i fondali devono essere liberati ripulendoli dai materiali che giacciono dove era la nave, dalle piattaforme metalliche da mille tonnellate ai 1400 sacchi con 13mila metri cubi di malta cementizia.
 

“ Per il Giglio, la Concordia non è un capitolo archiviato- ha commentato Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale Legambiente- Sin dal primo momento abbiamo chiesto il completo ripristino ambientale dei fondali, danneggiati prima dal naufragio e poi completamente trasformati dai lavori per il recupero del relitto. Quello che è stato cancellato dall’ “inchino” della Costa Concordia era un ambiente integro che ospitava una prateria di posidonia, una popolazione di pinna nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo, coralligeno ed una ricca fauna ittica a pochi metri da Giglio Porto. Non è possibile che un disastro diventi un monumento da osservare. Via tutto il cemento e il falso fondale servito da base al raddrizzamento della Costa Concordia. Non possiamo buttare a mare il principio di chi inquina paga”.

“Il raddrizzamento del relitto della Costa Concordia e il suo trasporto a Genova sono stati una grande operazione di ingegneria tentata per la prima volta al mondo. Chiediamo- conclude Ciafani, Vicepresidente nazionale Legambiente- che un’operazione altrettanto unica e innovativa venga realizzata per il ripristino dei fondali del Giglio, un intervento ambientale di altissimo livello tecnico e scientifico, esempio per il mondo e motivo di orgoglio per il nostro paese. Un cantiere in progress, visitabile dai diving centers, anche come occasione turistica, per capire come sia possibile ricostruire un ambiente di eccezionale qualità. Gli impegni presi vanno rispettati con chiarezza, trasparenza e senza sotterfugi.

Anche Maria Sargentini, Presidente Osservatorio di monitoraggio della Concordia, è intervenuta sulla questione fondali all'Isola del Giglio,all’interno di Festambiente, sottolineando: “Il danno ambientale è effettivo ma abbiamo una certezza fuori dal cantiere non ci sono nessun tipo di criticità. La vicenda della Concordia scriverà la parola fine solo dopo la rimozione dalle strutture sui fondali e il ripristino ambientale degli stessi. Essenziale adesso capire lo stato effettivo della situazione e qual è l'operazione migliore per restituire al giglio il miglior mare possibile. Importante ora capire lo stato dell’arte dei circa 1300 sacchi di malta cementizia serviti, dopo il raddrizzamento, a creare quel 'materasso' su cui è stata adagiata la chiglia e la pancia della nave. Sicuramente c’è stata la perdita di malta sotto le strutture, area dove non sono state possibili effettuare ancora delle ripuliture. Per la pulitura si pensava di utilizzare tempi morti nella messa dei cassoni ma che non ci sono stati. In ogni caso l’operazione è già stata autorizzata. Da tutta questa storia riteniamo che sia importante che Isola del Giglio si accrediti e diventi punto di riferimento e sede per discutere a livello nazionale e internazionale di sicurezza in mare.” 

Sulla stessa falsariga le dichiarazioni del Sindaco del Giglio Sergio Ortelli anche lui presente all’iniziativa : “La rimozione delle strutture ed il ripristino ambientale dei fondali rappresenta la quinta fase della vicenda Concordia. Solo con la bonifica dei fondali possiamo scrivere la parola fine alla disastro della e finalmente ritenerci fuori dal tunnel di questo incubo inaspettato.”




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