Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 08:00 METEO:PORTOFERRAIO16°  QuiNews.net
Qui News elba, Cronaca, Sport, Notizie Locali elba
giovedì 25 aprile 2024
Tutti i titoli:
corriere tv
La prima luna piena di aprile è la luna rosa: le immagini suggestive

Attualità martedì 20 dicembre 2022 ore 11:50

Il sistema sociosanitario cambia, varata la riforma

medico in ambulatorio

Case e ospedali di comunità e 37 centrali operative territoriali i nuovi pilastri su cui si articolano i mutamenti che entreranno a regime in tre anni



FIRENZE — Il sistema sociosanitario toscano cambia pelle, con una riforma appena varata dalla giunta regionale che riorganizza i servizi sanitari, sociosanitari e sociali secondo tre pilastri fondamentali rappresentati da case e ospedali di comunità e 37 centrali operative territoriali, il tutto da mettere a regime nel giro di tre anni.

Il provvedimento si lega al decreto ministeriale 77 approvato la scorsa estate e che punta al riordino della medicina territoriale a livello nazionale. In Toscana cambierà dunque il modello organizzativo dei servizi. La scommessa è pontenziare le cure domiciliari integrandole, sviluppare la prevenzione tramite la sanità d'iniziativa e ampliare le occasioni di presa in carico sul territorio.

Tecnologie e servizi digitalizzati si ritagliano nel progetto un ruolo da protagonisti, con telemedicina e telemonitoraggio in posizioni di sempre maggiori rilievo. 

I cambiamenti a portata di cittadino

Ma cosa cambierà in pratica dopo la riforma? Il cittadino continuerà ad accedere al sistema attraverso il numero unico per cure non urgenti 116117, rivolgendosi al medico o al pediatra di famiglia, alle case di comunità o al punto unico di accesso, attraverso il segretariato sociale o ai punti insieme, ai consultori e ai servizi della salute mentale delle dipendenze, ai centri servizi e ai centri per le famiglie. 

La novità è costituita dalle centrali operative territoriali – 37 in tutta la Toscana, più di una per zona distretto che sono 28, un medico e 5 infermieri in servizio in ognuna, aperte 12 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, una a turno anche la notte e la domenica – e che funzioneranno in back-office come una sorta di cabina di regia smistando percorsi e bisogni in base alle esigenze del cittadino.

Le centrali interverranno non solo in uscita dagli ospedali come oggi fanno le Acot per le cosiddette dimissioni difficili e per pazienti che hanno bisogno di cure intermedie, ma anche in entrata, dai territori agli ospedali od anche tra i vari servizi del territorio.

Nasceranno con la riforma le case di comunità, da 70 a 77 in tutta la regione. Vi troveranno spazio non solo specialisti di base ma anche medici di famiglia, pediatri, infermieri di comunità e assistenti sociali. Offriranno assistenza in raccordo con la rete ospedaliera sotto il segno dell'integrazione, del coivolgimento di tutte le professioni sanitarie e della presenza di équipe strutturate ed entro un sistema a rete, con il soccorso delle Uca, evoluzione delle unità mobili di distretto Usca nate in pandemia. Le Uca verranno attivate da parte dei medici di famiglia nel caso di emergenze organizzative o di focolaio.

E nasceranno anche gli ospedali di comunità, per le cure intermedie di persone fragili o anziane o con patologie croniche che necessitano di interventi a bassa intensità, se non trattabili a domicilio. Ci sarà almeno un ospedale di comunità in ogni zona distretto o per società della salute, con circa 20 posti letto ogni 50mila abitanti.

Hanno detto

“Nel recepire il decreto ministeriale 77 – spiega il presidente della Regione Eugenio Giani – la Toscana non si è limitata a un semplice adempimento burocratico e ci ha aggiunto un pensiero ed un programma”. 

“Questa riorganizzazione - evidenzia l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini - è uno dei passaggi più importanti che abbiamo di fronte in questa legislatura. Abbiamo deciso di raccogliere la sfida del Dm77 e degli investimenti infrastrutturali che arriveranno con il Pnrr mettendo in campo un progetto toscano che costruisce nuovi pezzi di welfare e stato sociale nella nostre regione”. 

“Si tratta di un progetto - aggiunge - che parte dalla storia di questa regione, che ne valorizza le specificità ma che apporta un ridisegno complessivo. E’ anche il frutto di un percorso di partecipazione e di un confronto con territori e attori del sistema. Sono stati recepiti alcuni spunti scaturiti dagli Stati generali sulla sanità del Consiglio regionale”.

Territori e servizi di prossimità al centro nell'analisi dell'assessora alle politiche sociali Serena Spinelli: "Centralità dei territori, servizi di prossimità e case di comunità sono i pilastri su cui costruire percorsi in grado di dare una risposta sempre più integrata ai bisogni di salute e di protezione sociale delle persone, per prendersene cura in maniera complessiva", afferma. 

“Il percorso di riforma che stiamo avviando – prosegue – ridefinisce il modello organizzativo dei servizi sociosanitari territoriali non solo allineandosi a livello nazionale al Pnrr e al Dm77, ma anche raccordandosi con il piano nazionale dei servizi sociali e il piano per la non autosufficienza”.


Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Sono sette le ragazze che hanno superato la prima preselezione del concorso che si è svolta a Porto Azzurro
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Nicola Belcari

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Attualità

Attualità

Attualità