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Cultura giovedì 22 dicembre 2022 ore 10:15

Tele e disegni, via all'antologica su Nino Tirinnanzi

L'inaugurazione della mostra. Da sinistra il presidente Giani, il curatore Faccenda e Maria Chiara Tirinnanzi
L'inaugurazione della mostra. Da sinistra il presidente Giani, il curatore Faccenda e Maria Chiara Tirinnanzi

La mostra "Tante vite infine una" è stata inaugurata a Palazzo Strozzi Sacrati. Ripercorre la parabola artistica del grande pittore toscano del '900



FIRENZE — Una mostra antologica che abbraccia il doppio anniversario del centenario dalla nascita e dei 20 anni dalla morte, costruendo un itinerario fra tele e disegni per definire la parabola artistica di Nino Tirinnanzi, uno dei pittori più importanti del panorama novecentesco: è "Tante vite infine una", l'esposizione curata da Giovanni Faccenda e inaugurata ieri 21 Dicembre a Firenze.

L'evento, visitabile fino al 21 Gennaio 2023, è allestito a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale toscana. E ieri al taglio del nastro - oltre al curatore, alla nipote dell'artista grevigiano Maria Chiara Tirinnanzi e al sindaco proprio di Greve in Chianti Paolo Sottani - è stato presente il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

“Con questa mostra vogliamo rendere omaggio a una dei più grandi artisti del ventesimo secolo”, ha affermato Giani che ha quindi aggiunto: “Questa bellissima antologica trova spazio nelle sale del palazzo che abbiamo voluto destinare a una finalità espositiva proprio per sottolineare la centralità che per la Toscana hanno l’arte e la cultura”.

L'artista

La parabola di vita di Nino Tirinnanzi è iniziata e si è completata nel Chianti. Nato a Greve l’11 Agosto 1923 da famiglia benestante, studia all'Istituto d'Arte di Firenze fino al 1936, anno in cui conosce Ottone Rosai del quale diviene subito allievo.

Insieme al suo maestro, ancora adolescente frequenta celebri ritrovi di poeti, scrittori ed intellettuali come le Giubbe Rosse e il caffè Paszkowski dove conosce, fra gli altri, Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda, Tommaso Landolfi, Mario Luzi, Elio Vittorini, Alfonso Gatto, Alessandro Parronchi, Vasco Pratolini, Mario Tobino.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, viene chiamato alle armi e inviato a Rodi. Durante l'occupazione tedesca dell'isola fugge in Turchia, passa successivamente in Siria, Libano, Palestina, fermandosi in Egitto dove riprende il lavoro sospeso fino al rimpatrio nel 1946.

Da allora i successi nel campo della pittura e del disegno si susseguono ininterrottamente, con inviti tra l'altro alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma, al premio Fiorino di Firenze. Quindi il soggiorno romano, fra gli anni Sessanta e i primi Settanta, con le amicizie con Sandro Penna e Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Elsa Morante e Franco Zeffirelli, nonché la frequentazione dei molti pittori ed intellettuali riuniti al Caffè Greco. 

Per molte estati, presso la sua residenza al Forte dei Marmi, ha come amico il Nobel Eugenio Montale. Ad un suo viaggio a Londra si deve l'incontro con Francis Bacon. E' morto a Greve in Chianti il 9 Dicembre del 2002, esattamente 20 anni fa.


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