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Attualità sabato 03 ottobre 2015 ore 20:00

Scelti gli anni della Festa dell'uva 2015

La riunione della pro loco con giuria, capi rione e Corbelli

​1921, 1914, 1900 e anni settanta sono quelli scelti dalla Pro Loco per l'edizione del ventennale della manifestazione capoliverese



CAPOLIVERI — Walter Corbelli, presidente della Pro Loco, ha le idee chiare: la Festa dell'uva del ventennale deve essere un ritorno alla tradizione, alla vera festa contadina di una volta, come illustra la foto del 1956 che ha fatto mettere nel manifesto dell'evento 2015. 

“Ogni borgo sarà trasformato nell'epoca scelta da ogni rione – ha detto rivolto alla giuria in riunione – e deve essere molto fedele alla fase storica ricostruita e così l'ambientazione della cantina, il cuore della produzione vitivinicola”. I giurati si sono incontrati sabato pomeriggio con i capi rione, presso la sede della Pro Loco, che da questo anno gestisce l'iniziativa a suo tempo creata da Michelangelo Venturini, che ogni anno fa trasformare Capoliveri con tuffi nel passato. Dolera, Salvi, Fasolino e Luzzetti, rappresentanti dei rioni, si sono presentati illustrando le tematiche scelte per creare coreografie nelle strade paesane. 

Il Baluardo trasporterà del borgo nel 1921 quando a 10 anni dalla morte dell'anarchico gentile, l'avvocato Pietro Gori, fu inaugurata in piazza Matteotti una lapide a lui dedicata e nello stesso anno si rappresentava l'Acqua cheta di Giuseppe Pietri e il borgo ricostruisce la vendemmia tramite la memoria delle donne ed emergono tre personaggi: Emilio Ricci, il cieco che pigiava l'uva nel cantinone, Caleo il messo comunale e Franchino il bottaio. Poi il dottor Sestini farmacista e poeta rompeva con il consiglio governante. 

La Fortezza fa un passo più indietro, agli inizi del novecento, e vedrà come era la vendemmia di metà settembre, riscoprendo i mestieri di allora e si vedranno le donne fare il mercato mentre gli uomini erano nella vigna; e sorge un “dramma” grazie ad un matrimonio combinato tra due famiglie potenti, ma la ragazza ama un giovane povero. 

Il rione Torre rappresenterà invece la storia delle prime elezioni che videro il successo di un socialista, il Luperini, alleato però pure con i liberali come il Corbelli maestro di musica: un periodo duro per il piccolo paese visto che l'Italia stava per entrare in guerra e a Natale arriva la prima illuminazione pubblica a carburo. 

Infine il Fosso ha fatto una scelta del tutto diversa analizzando il borgo degli anni 60/70 quando erano gli anni del cambiamento, gli anni del primo boom turistico con i tedeschi che scoprivano sempre di più l'Elba e tutti gli ex contadini affittavano qualunque locale, stalle rifatte comprese, pur di guadagnare. Le ragazze giravano in minigonna e i giovani amavano le band musicali rock, ma intanto la vigna proseguirà nella sua tradizione centenaria. Intanto il rione Fosso si è aggiudicato sia le gare simbolo della vendemmia, sia il premio per il miglior piatto Slow Food.


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Festa dell'uva di Capoliveri. Il trailer

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