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Attualità lunedì 14 marzo 2016 ore 15:02

"Salviamo la biblioteca comunale"

L'associazione Italia Nostra lancia un appello per tenere aperta la biblioteca comunale di Rio nell'Elba: "Si poteva tagliare altrove"



RIO NELL'ELBA — La biblioteca comunale di Rio nell'Elba occupa il pianterreno di un antico edificio, all'entrata del centro storico, oggetto di una ristrutturazione degli anni '80 che l'ha trasformata in un'ordinaria palazzina di piccoli appartamenti per vacanze.

L'edificio è stato da sempre proprietà della famiglia Specos, arrivata sull'isola in fuga dalla Spagna o dal Portogallo, quando gli arabi invasero la penisola iberica e gli ebrei sefarditi, i cosiddetti marranos, trovarono accoglienza sulla costa toscana, grazie alle leggi Livornine della fine del sedicesimo secolo.

Il Comune agli inizi anni duemila ha acquisito la proprietà dell'intero pianterreno per farne la sede della biblioteca, insieme a tutto lo spazio esterno, per riportarlo al suo uso originario di particolare giardino.

Il giardino di casa Specos, ora a disposizione di tutti i lettori, che possono scaricare la loro posta elettronica seduti fuori sulle "murelle" in pietra tra il profumo di un limone e di una pianta di lavanda, avendo davanti agli occhi qualche bocciolo di rose antiche.

La struttura è stata inaugurata nell'estate del 2002 e rappresenta un importante centro di riferimento per tutte le fasce di cittadini. Da allora è stato un centro culturale vivo: vi si sono svolti convegni, mostre, presentazioni di libri, proiezioni di film, corsi di vario genere, attività ludiche e parascolastiche per i ragazzi delle scuole primarie e secondarie. Nel corso degli anni il nucleo iniziale del patrimonio librario si è arricchito di donazioni anche importanti da parte di studiosi, insegnanti e i tanti cittadini e turisti frequentano il paese.

Piace ricordare, tra tutti, la donazione di libri per ragazzi fatta da Liana Paoli, riese trasferita a Livorno, in memoria della nipote Valeria, prematuramente scomparsa in un incidente stradale. La ampia sala è dotata di varie postazioni internet, i libri sono organizzati a scaffale aperto e per questo si presta facilmente alla organizzazione di attività interessanti per gli abitanti di tutta l' isola, per esempio corsi di lingua, di disegno ecc.

"Da alcuni mesi la biblioteca è aperta con un orario ridotto - denuncia l'associazione - a causa delle difficoltà della attuale amministrazione, che sembra incapace di mantenere il livello dei servizi comunali. Fino allo scorso anno la biblioteca veniva gestita attraverso una convenzione con un laureato che garantiva orario, presenze, disponibilità e capacità organizzative.

Per questo anno la convenzione non è stata rinnovata e adesso la biblioteca rimane aperta, con turni di 2 ore, solo alcuni giorni la settimana, con un accordo con delle giovani iscritte alla Pro Loco.

È certo mortificante dover prendere atto che un servizio che funzionava tutti i giorni lavorativi, che offriva un luogo di aggregazione per i bambini (che erano già stati privati degli spazi dell'oratorio, dove le mamme in autogestione organizzavano una sorta di doposcuola), fino ai lettori più anziani, venga liquidato dalla amministrazione comunale dietro il paravento della mancanza di fondi sufficienti per le spese correnti.

Forse si sarebbe potuto tagliare altrove, magari in altri settori o anche nelle iniziative cosiddette effimere, sicuramente interessanti ma che si consumano, a parità di cifra, in un arco di tempo limitato, di pochi giorni al massimo.

La biblioteca offriva invece un servizio interessante nei mesi estivi per residenti e turisti, che diventava fondamentale nei mesi invernali, quando in un piccolo paese come Rio nell'Elba sono veramente pochissimi i luoghi e le attività che vengono proposte alla fruizione di tutti i cittadini.

Meno di mille euro al mese non appaiono una cifra astronomica, anche per un piccolo comune ed un' amministrazione che si occupa e si preoccupa dei suoi cittadini. La sezione di Italia nostra si è subito interessata alla vicenda, ottenendo informazioni e generiche risposte, e l'impegno ad una prosecuzione del servizio.

Al di là della buona volontà delle volontarie, certo la situazione non è la stessa e ci sembra una rinuncia il fatto che un bel luogo, riportato ad uso collettivo, e la importante attività sociale e culturale che vi veniva svolta venga mortificata dietro il solito alibi della mancanza di fondi disponibili".


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