Politica Lunedì 20 Aprile 2026 ore 11:00
Polivalente, la minoranza chiede trasparenza

Il gruppo "Cambiamo!" interviene sulla gestione della sala pubblica: " I beni comuni non siano soggetti a discrezionalità politica".
RIO — Il Gruppo Consiliare di opposizione "Cambiamo!" fa sapere che ha formalmente inviato una segnalazione al segretario comunale in merito al Contratto di Comodato del Centro Polivalente "G. Pietri".
"La scelta di rivolgersi al segretario - spiega il gruppo di minoranza riese - nasce dal suo ruolo di garante della legalità e dell'imparzialità dell'azione amministrativa all'interno dell'Ente, affinché venga fatta luce su una gestione degli spazi pubblici che appare sbilanciata e potenzialmente lesiva del principio di imparzialità".
"Dall'analisi del contratto (Rep. 247/26), - prosegue ka minoranza - emergono criticità che richiedono una revisione urgente: l’articolo 9 del contratto stabilisce che il Comune può utilizzare direttamente la struttura per eventi di "particolare rilevanza istituzionale, culturale o sociale", scavalcando la programmazione già fissata dalla Pro Loco. Poiché il testo non specifica i requisiti necessari affinché un evento sia considerato "istituzionale", tale facoltà rischia di trasformarsi in una scelta arbitraria della maggioranza, che può decidere di occupare i locali a proprio piacimento".
"È inaccettabile che l'impianto contrattuale regolamenti con estrema precisione l'uso della struttura per finalità private, come feste e ricorrenze (Art. 10), - continua la minoranza - mentre ponga limiti tassativi all’attività di dibattito politico e civico, consentita esclusivamente nei periodi elettorali. L'accesso a un bene comune non può dipendere dalla valutazione discrezionale dell'Amministrazione in carica. Ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione, l'azione amministrativa deve essere imparziale e garantire spazi di partecipazione costante a tutte le forze civiche, e non solo a chi governa".
"Non chiediamo favori, ma il rispetto dei principi costituzionali. - dichiarano i consiglieri Giordani, Fortunati, Casini e Schezzini - Il patrimonio comunale appartiene a tutta la comunità e la sua gestione deve essere inclusiva, non censoria verso chi esprime opinioni diverse da chi momentaneamente governa. La politica è partecipazione e informazione, non un’attività da bandire dai luoghi pubblici”.
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