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Attualità Mercoledì 21 Ottobre 2026 ore 19:40

Fosso di Bagnaia, è urgente intervenire

Fosso di Bagnaia, 21 Ottobre 2026

I cittadini della frazione riese preoccupati per il rischio di una nuova esondazione. Necessaria la messa in sicurezza. Si attende da 20 anni



RIO — Domenica 18 Ottobre le forti piogge hanno messo in ansia i cittadini della frazione riese perchè la Valle di Bagnaia era in piena ed il timore era che esondasse nuovamente come nel Febbraio 2025, causando allagamenti ad abitazioni e attività della zona.

Per fortuna l'acqua è rimasta dentro gli argini ma i cittadini, anche nella giornata di ieri, con l'allerta meteo arancione per temporali forti, hanno vissuto ore di apprensione. Nei giorni scorsi infatti alcuni di loro ci hanno segnalato la necessità di pulizia del fosso da detriti e vegetazione. Anche questa mattina, in seguito al maltempo di ieri, il fosso appariva pieno di terra.

Per capire se sono previsti interventi sul Rio della Valle, ovvero il fosso di Bagnaia, che attraversa l'abitato, lunedì 19 Ottobre abbiamo parlato con l'ingegner Roberto Pandolfini, direttore generale del Consorzio di Bonifica 5 - Toscana Costa, ente che si occupa della manutenzione di fossi e corsi d'acqua e che opera attraverso la tassa sui fossi versata dai cittadini.

L'ingegner Pandolfini ha spiegato che gli uffici del Consorzio sono stati già contattati da vari cittadini che chiedevano interventi sul fosso di Bagnaia e che l'ente ha loro risposto in base alle proprie competenze.

In merito alla presenza della vegetazione nel fosso, Pandolfini ha spiegato che si tratta di vegetazione flessibile, che non crea problemi, e che domenica scorsa, durante il maltempo sul posto erano presenti operai del Consorzio per monitorare la situazione a Bagnaia. Il direttore Pandolfini ha aggiunto che in primavera è stato fatto un intervento di manutenzione ordinaria con taglii della vegetazione sul fosso e che un altro è in programma tra fine Ottobre e Novembre.

Riguardo invece al ripristino delle sezioni defluenti ovvero la rimozione di detriti e terra accumulati nel fondo del fosso è un intervento più complesso a causa delle procedure da seguire. Infatti è necessario far analizzare ad Arpat la terra sedimentata per capire se può essere ricollocata in zona oppure se deve essere trasportata altrove, -situazione più complessa e con costi più elevati - sottolineando che fino a due anni fa la procedura era più semplice.

Un altro aspetto sottolineato dal direttore del Consorzio di Bonifica riguarda il fatto che nel ripulire il canale del fosso è necessario non superare la barriera delle fondazioni degli edifici della zona.

In ogni caso Pandolfini ha spiegato che il Consorzio di Bonifica, in accordo con la Regione Toscana, ha già predisposto un piano sugli interventi di questo tipo sui fossi dell'Elba e quello sul fosso di Bagnaia sarà il primo ma gli interventi sono previsti nel 2027.

È poi emerso il problema della gestione dell'apertura della foce che si trova sulla spiaggia e per cui va trovato un giusto equilibrio, considerando il fatto che il fosso sfocia sulla spiaggia di una zona balneare turistica. Quindi va in pratica conciliato questo "doppio uso" della spiaggia che in estate è appunto un luogo turistico mentre nei periodi fuori stagione è lo sfocio a mare di un fosso importante.

Fin qui però abbiamo parlato di manutenzione ordinaria ma servono una serie di interventi strutturali per la messa in sicurezza del fosso di cui si parla almeno da 20 anni. Era infatti il 2002 quando il fosso esondò causando importanti danni ma, da allora nessun intervento strutturale, a parte la nuova passerella, è stato eseguito, nonostante quasi 1 milione di euro di risorse arrivate dal Ministero dell'Ambiente. E la questione è stata anche al centro di controversie politiche, controlli e rilievi da parte della Corte dei Conti e dell'ente anticorruzione nei confronti dell'allora Comune di Rio nell'Elba.

Lo scorso Marzo il caso Bagnaia è arrivato anche in Consiglio regionale attraverso una interrogazione del consigliere regionale Pd, Alessandro Franchi, in cui spiegava che in base ai documenti del Comune di Rio servirebbero circa 2,5 milioni di euro per la riprofilatura dell’alveo e la regimazione delle acque. Franchi allora invitava tutti gli enti coinvolti Comune, Regione e Consorzio di Bonifica ad attivare un Tavolo per la messa in sicurezza del fosso e chiedeva conto delle risorse stanziate a suo tempo dal Ministero dell'Ambiente - 999mila euro - per il progetto individuato come "Opere di regimentazione idraulica, adeguamento della sezione di deflusso e messa in sicurezza del Fosso di Bagnaia".

Alla luce dei recenti eventi meteo il consigliere Franchi ha fatto sapere che ripresenterà l'interrogazione in Regione per sollecitare un intervento da parte degli enti interessati.

A fare chiarezza sul caso Bagnaia è il sindaco di Rio, Marco Corsini, che ha spiegato che c'è stato un sopralluogo della Regione in precedenza e che il Comune di Rio sta già dialogando con Regione Toscana e Consorzio di Bonifica e sta sollecitando per interventi non più rinviabili per la sicurezza della zona.

Ma, il sindaco ha evidenziato anche che, oltre ai fenomeni meteo sempre più intensi, i rischi vengono da lontano e sono stati aggravati dall'aver permesso di costruire abitazioni a ridosso degli argini del fosso, situazione ormai non più rimediabile, ma, come ha evidenziato, "di cui qualcuno dovrà pur prendersi la responsabilità".

In merito invece ad un intervento strutturale e più ampio di messa in sicurezza del fosso di Bagnaia, Corsini ha spiegato che nelle casse comunali è ancora presente lo stanziamento del Ministero dell'Ambiente all'ex Comune di Rio nell'Elba, del 2005, attraverso la Regione Toscana che riguardava la messa in sicurezza del bacino di Bagnaia ma il finanziamento era stato erogato per un progetto diverso e con costi diversi da quello che invece oggi è necessario.

Il sindaco di Rio ha inoltre aggiunto che per utilizzare quei fondi per un progetto diverso dall'originario è necessaria l'autorizzazione del Ministero dell'Ambiente e quindi attraverso un dialogo con lo stesso si punta a poter sbloccare quelle risorse ma anche a trovarne altre perchè con il passare degli anni anche i costi per gli interventi sono aumentati.

Alla fine di tutta questa lunga descrizione restano le domande dei cittadini: 

- quando si potrà intervenire per un progetto strutturale di messa in sicurezza del fosso?

- Il Comune di Rio, insieme ad altri Comuni elbani è dentro lo stato di emergenza nazionale decretato il 9 Aprile 2026 dal Consiglio dei Ministri per 12 mesi per gli eventi alluvionali del Febbraio 2025, stato di emergenza poi prorogato per altri 12 mesi - quindi fino ad Aprile 2027 - e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è il Commissario straordinario per l'emergenza. Non si potrebbe fare leva su questo per accelerare la messa in sicurezza del fosso di Bagnaia prima di dover arrivare a dover contare altri danni, magari ben peggiori?

Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata


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