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Attualità giovedì 10 dicembre 2015 ore 19:40

Unione dei Comuni, il convitato di pietra

Molti ne hanno fatto cenno al convegno sul turismo ma nessuno ha affrontato l'argomento in maniera diretta: è ancora un'argomento proibito all'Elba



PORTOFERRAIO — Secondo il dizionario il convitato di pietra è un'espressione che "Indica una persona assente la cui presenza incombe sui presenti, una persona a cui tutti pensano, ma che nessuno osa nominare direttamente".

Ecco, se questa aveva un nome oggi pomeriggio, era: unione dei Comuni.

I molti rappresentati della Regione, sia tecnici che politici, l'hanno evocata, si sono cercate iperboli, sinonimi che apparissero meno minacciosi per l'orecchio elbano che da quelle tre parole (per non parlare di Comune unico) sono rimaste scottate. Eppur (di là dal canale) qualcosa si muove: piccole, ma anche medie, amministrazioni si mettono insieme e rinunciano a una parte di sovranità per un obiettivo comune, studiano piani urbanistici comuni, progettano il futuro del territorio insieme e per questo vengono premiati. 

La Regione infatti elargisce generosi incentivi, peraltro da poco anche aumentati, per chi semplifica il quadro istituzionale locale e diverse richieste in questo senso sono state inviate verso l'Elba ma sono naufragate nel canale di Piombino. La Regione, come lo Stato, chiede di trattare con un'entità sola, che abbia una voce univoca sulle materie di maggiore interesse.

Quello che la Regione non può fare, ma lo Stato sì, è fare quel passo in più che fornirebbe oltre la carota anche il bastone: unire agli incentivi una misura coercitiva per la amministrazioni reticenti. Non si arriverà a tanto per cui si cerca di invogliare più che si può puntando sul richiamo del portafogli.

Ma, apertamente, di Unione dei Comuni, ancora non si può parlare. Troppo fresca nella memoria collettiva l'esperienza della scorsa Unione, un tentativo fallito e che continua a pesare sulle casse comunali, così come ancora permane il ricordo del referendum sul comune unico. Gli oppositori oppongono: "La volontà popolare si è espressa".

Come se fosse verità scritta, anch'essa, su pietra.

Ma in realtà sono gli stessi Comuni a attuare nei fatti una fuga in avanti rispetto ai propri cittadini. Le amministrazioni elbane infatti già ora attraverso le gestioni associate svolgono insieme alcune funzioni fondamentali: basti pensare agli uffici tecnici di Rio Elba e Capoliveri o alla Polizia municipale di Campo e Marciana, per fare alcuni esempi. Che sono minori, perchè i maggiori sono sotto gli occhi di tutti: due pilastri come sanità e turismo vengono già gestiti insieme dagli otto comuni attraverso la conferenza dei sindaci e la gestione associata del turismo.

Pare quindi che sia solo una questione lessicale, una battaglia di retroguardia già superata dalle abitudini e dai fatti.

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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