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Attualità mercoledì 01 luglio 2015 ore 13:44

Portoferraio rinnega il Documento Elba

Clamoroso dietrofront del comune capoluogo che si sgancia dal Documento Elba sulla sanità firmato da tutti gli altri sindaci e torna a parlare di rete



PORTOFERRAIO — Addio unità insulare sulla sanità: si torna a Portoferraio contro tutti. In una lettera inviata ai colleghi sindaci, Mario Ferrari e Luciano Rossi, consigliere comunale con delega alla sanità, tacciano come velleitarie le proposte contenute nel Documento Elba e vanno per la loro strada.

Che Portoferraio avesse firmato obtorto collo il Documento Elba non è una novità, ma nessuno si aspettava uno strappo così repentino dopo appena pochi mesi dalla firma comune. Un cambio di direzione che rimette in discussione tutta la politica sanitaria elbana che sembrava giunta ad una sintesi comune dopo molti sforzi e trattative.

"Il documento sanitario firmato collegialmente in conferenza dei sindaci - si legge nella missiva - partorito dopo ripetuti confronti resi necessari da una visione diversa da quella del comune capoluogo, ha mostrato i limiti prevedibili circa la sua realizzabilità; si è infatti scontrato non solo con problematiche economiche ma soprattutto legislative, fatto quest’ultimo sottolineato anche dal presidente della regione Enrico Rossi in occasione della sua presenza all’Elba nel periodo preelettorale. 

Abbiamo tutti preso atto del totale ed assoluto silenzio degli organi regionali che non hanno mai preso in considerazione le nostre richieste e tutt’oggi l’assessore Marroni, ora sostituito, non ha espresso alcun parere sul documento di programma sanitario firmato in Conferenza dei Sindaci, venendo meno ad un impegno assunto alla presenza dei sindaci elbani, della stampa, degli operatori sanitari e dei comitati cittadini impegnati nella sanità. Il suo mancato accoglimento da parte degli organi regionali non porterà di conseguenza alcun contributo alla sanità elbana".

Il silenzio da parte degli organi regionali non tiene tuttavia conto che nel mezzo ci sono state le elezioni, con il rinnovo degli organi e il cambio del titolare dell'assessorato, passato da Marroni a Saccardi.

"Pertanto questa Amministrazione, per dovere morale e civico, ritiene doveroso assumere una posizione tecnicamente, economicamente e legislativamente più compatibile e percorribile a difesa della struttura ospedaliera, che ricade nel territorio di propria competenza, e dei servizi territoriali nell’interesse dei cittadini portoferraiesi ed elbani tutti".

"Per quanto sopra premesso, considerando irraggiungibili gli obbiettivi individuati nel documento condiviso, questa Amministrazione preannuncia che attiverà un percorso atto a raggiungere risultati concreti tenendo conto delle possibili potenzialità derivanti dai contenimenti di spesa e dai tagli ai servizi ed operatori sanitari in corso da parte della Regione Toscana. 

Questa comunicazione, che annuncia iniziative del comune di Portoferraio, è da considerare un gesto di rispetto nei confronti dei colleghi Sindaci i quali, qualora non condividessero le scelte ed i percorsi che verranno definiti da questa Amministrazione, possono anche decidere di assumere iniziative totalmente diverse. E’ questa una iniziativa maturata con difficoltà ma a nostro parere vitale per la difesa della sanità insulare considerato il risultato fallimentare del percorso comune finora seguito. 

Per correttezza e per rinnovato senso di collaborazione vi alleghiamo, seppure
schematicamente, il nostro documento nel quale la riorganizzazione sanitaria elbana passa inevitabilmente attraverso l’utilizzazione delle risorse aziendali umane e tecnologiche della ASL di competenza, nel rispetto delle nostre caratteristiche insulari ma basato su scelte percorribili e non velleitarie come quelle contenute nel nostro primitivo documento condiviso e nei confronti del quali ho ricevuto molte considerazioni non positive da chi opera nel mondo della sanità e di parte dei comitati cittadini. 

Spero che il tempo trascorso e le recenti prese di posizione della politica regionale siano di stimolo per una condivisione di questo nostro progetto, se pure arricchito eventualmente del vostro personale contributo, in caso contrario questo comune è intenzionato a percorrerlo anche da solo convinto della difficile realtà del momento dove scelte tecniche ed operative inattaccabili perché percorribili possano essere affrontate in collaborazione con chi ha ideologie e posizioni politiche contrastanti". 

Insomma un vero schiaffo istituzionale agli altri sette comuni elbani che adesso, è facile prevedere, reagiranno. Andare avanti con il Documento Elba senza il comune capoluogo appare azzardato, il passo indietro di Portoferraio toglie forza all'intero progetto. 



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