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venerdì 23 agosto 2019

Attualità venerdì 19 luglio 2019 ore 17:00

Differenziata all'Elba, crescita del 23 per cento

Foto di repertorio

Confronto fra i dati del primo semestre 2014-2019. Il servizio porta a porta ha contribuito a migliori risultati ma sono fuori Porto Azzurro e Rio



PORTOFERRAIO — Esa spa, gestore dei rifiuti per conto dei Comuni elbani pubblica i dati di sintesi delle raccolte differenziate da sistema di porta a porta rilevate nel primo semestre 2019.

"Il dato di raffronto - si legge in una nota della presidente di Esa, Gabriella Solari - è quello dello stesso semestre del 2014, quando in tutti i Comuni elbani le raccolte differenziate erano organizzate con conferimenti ai bidoni e ai cassonetti stradali o di prossimità. I Comuni sono passati in maniera graduale al porta a porta, per primo Marciana nel 2015, a seguire Capoliveri, Portoferraio e Campo nell’Elba (con esclusione dei centri storici). Nel 2019 il sistema porta a porta è stato esteso a tutta l’area di Campo nell’Elba e al Comune di Marciana Marina, mentre a Giugno 2019 la stessa modalità è stata estesa anche al centro storico di Portoferraio. Restano ad oggi esclusi i soli Comuni di Porto Azzurro e Rio".

"Le differenze percentuali che sono state raggiunte dall’Elba nel periodo di osservazione sono sorprendenti. L’Elba ha quasi raddoppiato in tempi brevissimi le percentuali, - si legge nella nota - 5 comuni su 7 si sono lasciati alle spalle in pochi mesi l’aggravio rappresentato dall’ecotassa, la tassa aggiuntiva applicata dalla Regione Toscana a quei Comuni che non raggiungono almeno il 65 per cento di raccolte differenziate, calcolata sul rifiuto indifferenziato mandato a discarica".

"Nello stesso periodo di osservazione - spiega la presidente di Esa - le raccolte differenziate di qualità hanno consentito ad Esa spa di mandare a recupero, attraverso il sistema dei consorzi di filiera il 42 per cento in più di rifiuti in carta e cartone / circa 100 chili raccolti per abitante), e il 52 per cento in più di multimateriale da imballaggi, quindi imballaggi sia leggeri come la plastica che pesanti come il vetro, che sono stati sottratti alla discarica a favore della vendita ai consorzi. Meno plastica nell’ambiente, meno plastica in mare, più materiali recuperati molti dei quali avviati anche a un immediato e semplice ciclo di recupero, come avviene per il Pet, con un indubbio vantaggio di natura economica e con un grande vantaggio per l’ambiente in cui viviamo".

"L’elemento che meglio rappresenta il percorso virtuoso elbano - spiega Solari - è la quantità del materiale indifferenziato che in 4 anni è diminuito del 37 per cento  e di 7.320 tonnellate. In questo senso ricordando che l’obiettivo principale continua ad essere la riduzione della quota di rifiuti urbani smaltiti in discarica, coerentemente con le direttive europee che pongono la discarica all’ultimo posto fra le modalità di smaltimento dei rifiuti. E senza dimenticare che per un territorio insulare lo smaltimento di questo rifiuto rappresenta il maggiore degli aggravi sostenuti, sia per i costi di trasporto marittimo e terrestre sia per la ricerca di discariche, a volte situate in territori molto lontani, a cui conferire il rifiuto". 

"Il messaggio che arriva dall’Elba, la più importante tra le isole minori, - dichiara la presidente di Esa - è quello di un atteggiamento culturale responsabile che contribuirà a mantenere inalterato l’ambiente in cui viviamo e renderà sostenibile lo sviluppo turistico del territorio".

"Un plauso va a tutti gli amministratori che hanno fatto importanti scelte di gestione del servizio e ai cittadini, - conclude la presidente di Esa - sorprendenti nella capacità di adeguarsi con convinzione e partecipazione ai nuovi modelli proposti".



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