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martedì 12 novembre 2019

Attualità lunedì 22 luglio 2019 ore 10:55

Porto, Legambiente replica di nuovo sul progetto

Porto di Portoferraio

L'associazione ambientalista sottolinea di nuovo le criticità del progetto di ampliamento dei moli in base alle motivazioni dell'Autorità portuale



PORTOFERRAIO — Il progetto di adeguamento tecnico funzionale del porto di Portoferraio, redatto dall'Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, fa ancora discutere. Infatti, secondo Legambiente Arcipelago toscano, "Le precisazioni dell’Autorità portuale (leggi qui l'articolo) confermano i dubbi espressi da Legambiente sul progetto di allungamento della banchina Alti Fondali".

Per questo la presidente dell' associazione ambientalista, Maria Frangioni, ha nuovamente scritto a sindaco di Portoferraio e presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale - aggiungendo questa volta anche il Consiglio Superiore dei lavori pubblici e Soprintendenza - per ribadire che "in via preliminare si osserva che il porto di Portoferraio non è ancora regolato dal Piano regolatore di sistema portuale né da una sua variante stralcio". 

Secondo Legambiente ribadisce il suo disaccordo sul progetto (leggi qui l'articolo) e sottolinea inoltre che "il Piano regolatore portuale vigente che risale al 1959 non è pubblicato nella sezione Amministrazione Trasparente del sito del Comune di Portoferraio e dell’Autorità di sistema portuale nel rispetto degli obblighi imposti dall’articolo 39 relativo alla Trasparenza dell'attività di pianificazione e governo del territorio del Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33".

Legambiente fa notare che "L’impatto del nuovo progetto di prolungamento del Molo Alti Fondali, destinato alle navi traghetto sull’ambiente, sulle infrastrutture di mobilità, sul paesaggio del Centro storico territorio è sostanzialmente analogo, se non superiore, a quello del progetto del 2007 destinato alle navi da crociera", richiamando il parere negativo espresso allora dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, in quanto le navi da crociera avrebbero avuto un impatto negativo sulla destinazione del centro storico.

Gli ambientalisti fanno poi riferimento all’articolo 6 del Decreto legge 169/2016 che individua l’iter procedimentale della variante-stralcio, e alle Linee guida per la redazione dei Piani Regolatori di Sistema portuale in materia di Adeguamento tecnico funzionale e concludono che "è evidente che il progetto di prolungamento della banchina degli Alti fondali alteri in modo sostanziale la struttura portuale in termini di obiettivi, scelte strategiche e caratterizzazione funzionale delle aree portuali, dello scalo marittimo di Portoferraio, e non possa costituire adeguamento tecnico funzionali del piano regolatore di sistema portuale, peraltro ad oggi assente. Si richiede pertanto l’attivazione di uno strumento che delimiti e disegni l'ambito e l'assetto complessivo del porto di Portoferraio".



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