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lunedì 20 gennaio 2020

Politica martedì 21 febbraio 2017 ore 11:08

"L'ossessione di Peria per il Comune"

Dalla giunta comunale arriva una piccata risposta circa la determina firmata con un errore di intestazione e pubblicata dall'ex sindaco



PORTOFERRAIO — Una burla di carnevale che si trasforma in scontro istituzionale. E' l'incredibile vicenda che agita le acque in Biscotteria dopo la pubblicazione, ad opera dell'ex sindaci Roberto Peria, di una determina che riportava in calce la dicitura "Consolato generale d'Italia" prima del nome del dirigente Mauro Parigi.

Una vicenda che poteva essere comodamente derubricata a curiosità amministrativa o imputata a qualche impiegato buontempone e che su quel registro era stata finora confinata.

Ma il clima è stato subito riportato allo scontro politico dalla pesante risposta della giunta comunale di Portoferraio che evidentemente non avverte l'aria di Carnevale: "L’ex sindaco Peria - si legge infatti nella nota della squadra di governo - ha ben poco da fare, visto che va a guardare le determine del comune di Portoferraio, quando si presume dovrebbe essere impegnato come Vicesindaco del Comune di Pescia e mette in evidenza un banale errore in cui sono occorsi gli uffici. 

Forse scherza, forse no, forse non è stato capito. Un errore dovuto semplicemente ad una svista redazionale, causa di un procedimento informatico che, quando clicchi il nome Parigi preceduto da un asterisco per individuare il soggetto responsabile dell’atto, presenta una lista di nominativi, che potremmo dire fantasiosa, contenente appunto la parola parigi. Tra questi quella del consolato generale d’italia. 

Il redattore della determina, ha confuso le righe del menù a tendina ed è venuto così fuori il nominativo del consolato. Trattasi, dunque, di una svista e niente più. 

Il problema non è l’errore, evidentemente, è altro: il problema è l’ ossessione che attanaglia alcuni e che finisce per tendere allo sconfinamento oltre le regole dell’educazione e della correttezza. Ma si sa ognuno in questo ha il suo metro e la volontà denigratoria del Peria non ha misura. 

Sì perché l'ex sindaco non ha ancora ben capito che dopo i suoi dieci anni di niente, sarebbe saggio avere il buon senso di almeno dieci anni di silenzio".



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