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Politica martedì 29 marzo 2016 ore 08:00

La maggioranza portoferraiese contro le trivelle

Il capogruppo di maggioranza Riccardo Nurra deposita una mozione per impegnare la giunta a schierarsi in vista del prossimo referendum



PORTOFERRAIO — Il gruppo di maggioranza di Portoferraio, rappresentato dal consigliere comunale Riccardo Nurra, si schiera contro le trivelle in vista del prossimo referendum del 17 aprile e chiede alla giunta di fare altrettanto con una mozione: "Considerato - si legge nel testo del documento - che il Governo Italiano ha ceduto – nel silenzio più assoluto – in data 21 marzo 2015 a Caen un'area di mare a nord-est della Sardegna, che da sempre è stata zona di proficua pesca dei pescatori sardi,

Considerato che il Parlamento francese ha ratificato tale provvedimento, prova ne è l'intimazione dello stop immediato alla pesca comandato dalla Guardia Costiera francese a pescherecci sardi,

Considerato che tale provvedimento non è ancora stato ratificato dal Parlamento italiano, che, pur se il prossimo referendum desse un esito favorevole allo stop delle trivellazioni, la Francia nel “proprio” mare potrebbe decidere altrimenti, data la vicinanza del tratto di mare ceduto alla Francia, sia alle coste della Sardegna che alle coste della Toscana e considerato infine che la maggior ricchezza per le popolazioni che vivono su tali coste è rappresentata, oltre che dalla pesca, dalla bellezza dell'ambiente e, di conseguenza, dal turismo, riteniamo che le eventuali trivellazioni decise da altri in tali zone e un eventuale danno ambientale potrebbero compromettere per sempre un equilibrio biologico già così precario".

Il consiglio comunale quindi chiede "al sindaco e alla giunta di attivarsi in modo da comunicare agli organi di informazione, ai referenti politici regionali e nazionali, a tutti i comuni elbani, a quelli sardi della costa nord-est e ai tanti comuni dislocati nella costa tirrenica (Liguria, Toscana e Lazio) di informare di tale eventualità e conseguentemente di manifestare la propria contrarietà, invitando il Governo a ritirare il trattato non ancora ratificato".

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