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Politica mercoledì 02 novembre 2016 ore 15:15

"La coerenza di chi si oppone alla riforma"

Registriamo un intervento di Giovanni Fratini nel dibattito politico intorno alla riforma costituzionale che si andrà a votare con il referendum



PORTOFERRAIO — "Ho letto sulla stampa locale che il sindaco di Rio nell’Elba, De Santi, ha assunto l’incarico di coordinatore del Comitato per il NO della Provincia di Firenze. Questa notizia si aggiunge a quella dello scorso mese di luglio sulla scelta, da parte di Forza Italia, del sindaco di Capoliveri Barbetti come coordinatore regionale del Comitato per il NO. 

Non condivido per niente il pensiero e i giudizi di Barbetti e di De Santi sulla riforma costituzionale. Questo non mi impedisce di congratularmi con entrambi per essere stati destinati ad incarichi così prestigiosi. Contrariamente ai primi cittadini di Rio Elba e Capoliveri penso che la riforma, se passerà, farà bene all’Italia. 

Cancella l’anomalia di due Camere che fanno le medesime cose, l’una inutile copia dell’altra, e definisce "un assetto parlamentare e un procedimento legislativo più snello, con una netta distinzione di ruoli e funzioni fra le due Camere. Il Senato risponderà a quel ruolo di rappresentanza delle istituzioni e delle autonomie locali, di radicamento del Parlamento nazionale sul territorio italiano". 

"La Camera dei deputati potrà essere più rapida ed efficiente nel legiferare, regola inoltre in maniera chiara e distinta, senza sovrapposizioni e aree grigie, le funzioni attribuite allo Stato e alle Regioni. Infine avrà effetti concreti sulla quotidianità di famiglie e aziende in termini di maggiore efficienza delle istituzioni, di certezza dei processi autorizzativi, di rapidità legislativa". 

"Avremo uno Stato più moderno per un Paese che non rincorre più il passato, ma che può finalmente progettare il futuro. Sono inoltre assolutamente convinto che la riforma avvicina l’Italia alle grandi democrazie europee. La fine dell’esistenza delle due Camere con le medesime funzioni e la semplificazione del procedimento di produzione delle leggi, non può non favorire tempi certi per superare finalmente l’incapacità decisionale che affligge il nostro sistema".

"Dobbiamo poi essere consapevoli che una democrazia decidente, nell’ambito di una forma di governo parlamentare, non è affatto un sistema oligarchico o autoritario. Anzi, come ci insegna la storia, proprio dall’incapacità decisionale possono nascere le dittature. E dobbiamo anche avere il coraggio di riconoscere che l’assetto costituzionale lasciatoci in eredità dai Padri costituenti risale ad un epoca storica superata. L’Italia non se lo può più assolutamente permettere, di fronte alle sfide della competizione internazionale e della globalizzazione". 

Questo è il mio giudizio complessivo sul progetto di revisione della Costituzione, ma devo onestamente confessare a De Santi, a Barbetti e ai miei pochi lettori che, per esprimerlo, ho fatto uso delle medesime, identiche parole pronunciate dal senatore Paolo Romani, Capo gruppo dei Senatori di Forza Italia, nella seduta del Senato dell’ 8 agosto 2014, al momento in cui fu approvato per la prima volta il disegno di legge presentato dal Governo. 

Sono tutte quelle parole riportate tra virgolette e in corsivo, nei primi due periodi di questo scritto. Dal terzo periodo, poi, ho utilizzato stralci delle affermazioni fatte dal senatore Renato Schifani, ex alleato di Alfano e da poco tempo ritornato in Forza Italia, in una intervista rilasciata al Giornale di Sicilia il 18 gennaio di questo anno, dopo aver votato la riforma, come senatore, per ben 3 volte.

Ha legittimamente cambiato idea e per questo l’ex Cavaliere lo ha nominato Coordinatore a livello nazionale della campagna di Forza Italia contro la riforma Renzi-Boschi. 

Mi spiace, ma De Santi e Barbetti, nel portare avanti il loro impegno per il NO, credo che non siano in buona compagnia. Mi sembra che abbiano al loro fianco persone non molto coerenti, scarsamente credibili. Comunque, contenti loro".



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