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Politica giovedì 08 novembre 2018 ore 18:24

L'affondo di Bertucci su passate incompatibilità

Adalberto Bertucci, capogruppo di ViviAmo Portoferraio

Il capogruppo di ViviAmo Portoferraio ricorda alcune fatti della passata amministrazione e solleva la questione di altre incompatibilità passate



PORTOFERRAIO — Dopo il Consiglio comunale che si è svolto ieri, mercoledì 7 Novembre, a Portoferraio, non si placa il dibattito fra maggioranza e minoranza. Oggi interviene con una sua nota Adalberto Bertucci, consigliere comunale in quota Forza Italia e capogruppo di ViviAmo Portoferraio.

"Come al solito - scrive Bertucci- c’è chi lavora per la città e chi invece cerca, e a volte ci riesce, di bloccare per mesi gli uffici comunali per avere delle risposte che dovrebbero, almeno per le persone intelligenti e bene avviate alla politica, essere semplici e senza possibilità di interpretazione. La questione tirata fuori da tutta la minoranza sulla messa in mora del sindaco da parte dell’ex segretaria comunale Maria Bisogno ha fatto sì che il sindaco e buona parte dell’amministrazione e uffici comunali fossero stati occupati a cercare risposte che secondo me e molti altri addetti ai lavori erano palesi e certe". 

"Proprio per questi addetti ai lavori - spiega il consigliere -  e per persone qualificate alle quali ci eravamo rivolti, infatti, non sussisteva esserci alcun rischio di incompatibilità, ineleggibilità o quant’altro a carico del sindaco Mario Ferrari. Del resto, ci ha pensato poi l’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, a chiarire come stessero le cose".

"Vorrei analizzare però in particolare il comportamento della minoranza PD,- prosegue Bertucci - ricordando intanto, come ho già detto ieri in Consiglio comunale, che il problema di 'perdere pezzi per strada' è tipico della politica locale e si ripete in ogni legislatura e in ogni tipo di maggioranza. Il sottoscritto, che da più di 20 anni siede sui banchi del Consiglio comunale di Portoferraio, è stato per 10 anni amministratore e per altri 10 all’opposizione, e quindi è in grado di affermare e di documentare che negli ultimi anni ci sono stati defezioni da tutte le parti. Ricordo, come evidenziato ieri in consiglio comunale, che nella prima maggioranza Peria ci fu, dopo circa un anno e mezzo, la defezione del partito di Rifondazione Comunista, che per motivi politici e in parte personali di alcuni dei propri rappresentanti abbandonò la maggioranza". 

"All’epoca fra l’altro, in quel caso, - rimarca Bertucci - non uscirono tre semplici consiglieri ma un assessore alla pubblica istruzione e al personale, un delegato allo sport e un presidente di commissione urbanistica.Tre pezzi importanti di una maggioranza, dunque; e se oggi ci si indigna quando una maggioranza perde pezzi, allora cosa si doveva dire in quel tempo?"

"Ma la cosa che mi fa più allibire, come diceva il buon Roberto Peria, - sottolinea il capogruppo - è il fatto che la mozione di sfiducia sia stata improntata su una discutibile e improbabile incandidabilità della persona di Mario Ferrari, senza ricordare che all’interno della vecchia maggioranza c’erano state cariche che svolgevano eccellentemente il proprio mandato ma che avevano anche degli incarichi professionali e lavorativi che potevano ben più evidentemente essere incompatibili con la carica stessa".

"Voglio ricordare un altro episodio: nel 2014, - rimarca Bertucci - in uno dei primi Consigli comunali della attuale legislatura, fu evidenziato dalla minoranza PD che il mio ruolo di assessorato alle politiche sociali avrebbe potuto avere incompatibilità con il mio hobby privato, cioè quello da me svolto da 25 anni come istruttore di nuoto per portatori di handicap. Questo dovrebbe bastare per evidenziare la bassezza morale e la mancanza di argomenti politici , due circostanze che oggi evidentemente si sono ripetute in una occasione come quella dell’ultimo consiglio comunale".

"In ogni caso, - prosegue ancora il consigliere - è stato confermato e dimostrato che l’incompatibilità o la ineleggibilità prospettate a carico di Mario Ferrari sindaco non erano fondate. Sarebbe quindi il caso che i consiglieri di minoranza PD la prossima volta, prima di partorire delle dichiarazioni e delle mozioni di un certo tipo, si documentassero meglio e soprattutto facessero un esame di coscienza, tornando indietro di cinque anni e valutando bene se le loro professionalità private fossero state compatibili con gli incarichi all’epoca ricoperti".

"Proprio per questo concludo comunicando di avere fatto in data odierna una richiesta di accesso agli atti agli uffici comunali di competenza - conclude Bertucci - per documentare alcuni incarichi professionali ricoperti da alcuni assessori della passata amministrazione comunale. Sarà nostra cura chiedere conto a chi di competenza della loro compatibilità con gli incarichi ricoperti in quello stesso periodo".


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