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Politica lunedì 20 agosto 2018 ore 18:15

"In Biscotteria se ne sentono di cotte e di crude"

Il palazzo della Biscotteria

Dura critica del gruppo consiliare PD alla amministrazione comunale. Un lungo elenco di contestazioni fatte dai consiglieri di minoranza



PORTOFERRAIO — "In Biscotteria se ne sentono di cotte e di crude". Questa è una delle battute usate dal gruppo consiliare PD di Portoferraio in un lungo documento pieno di contestazioni verso l'Amministrazione Comunale.

"Portoferraio  - si legge nel documento - ha una Amministrazione che ormai è allo sbando. Leggendo alcuni atti pubblicati all’albo pretorio non troviamo altre parole per esprimere un giudizio sullo stato di salute del nostro Comune.

Il Commissario nominato dal Prefetto, il 28 maggio scorso, in sostituzione della Giunta inadempiente, ha approvato il 2 di questo mese lo schema del bilancio consuntivo del 2017.

Il Prefetto deve ora invitare i singoli Consiglieri ad approvare il conto consuntivo entro e non oltre 20 giorni. L’approvazione doveva avvenire entro il 30 aprile. Nonostante la nomina del Commissario abbiamo già accumulato un ritardo di quasi 4 mesi. Attendiamo che il Prefetto provveda a sollecitare i Consiglieri, come prevede il Testo unico delle norme sugli Enti locali, nel più breve tempo possibile.

La mancata approvazione del conto entro il termine di legge ha conseguenze dannose per l’Amministrazione comunale. Non può essere assunto il personale necessario per coprire le carenze di organico degli uffici. Si pensi alla tanto lamentata insufficienza dei Vigli urbani. E non può essere utilizzato l’eventuale avanzo di amministrazione che quest’anno addirittura ha raggiunto la considerevole cifra di oltre 8 milioni e 800 mila euro, di cui 1 milione e 250 mila euro possono essere utilizzati per investimenti in opere pubbliche o per il miglioramento dei servizi.

Altra brutta storia. Il 31 luglio la Giunta ha deciso di riammettere in servizio il Dirigente dell’Ufficio ragioneria illegittimamente licenziato nel settembre del 2016. Il mancato rispetto delle sentenze del Giudice del lavoro di primo grado e di una sentenza della Corte d’appello, che ordinavano al Sindaco la riassunzione del dipendente, è costata al Comune, ad oggi, la “modica” cifra di oltre 400 mila euro!

Veniamo ora alla alienazione degli immobili comunali. E’ stato pubblicato un bando che prevedeva la vendita di tutto il palazzo ex Poste, ma è stato subito ritirato perché nei programmi di alienazione approvati dalla stessa Giunta era stato invece deciso di vendere il primo, secondo e terzo piano e, separatamente, il piano terra. Una “sbadataggine” incredibile!

Il 14 giugno la Giunta approva un bando per l’alienazione di un piccolo appartamento in Via dell’Oro, ma il Dirigente responsabile Arch.Parigi è costretto ad annullarlo e ad approvarne uno nuovo in quanto “per mero errore “, ci fa sapere, qualcuno ha aperto le buste contenenti le offerte senza rispettare “le procedure” previste dal bando. Che cosa realmente sia successo non è dato sapere.

Infine la Cosimo de’ Medici. Abbiamo appreso, nei giorni scorsi, che i suoi Amministratori, all’unanimità, hanno minacciato di presentare le dimissioni perché il Sindaco non li avrebbe difesi dalle critiche fatte a mezzo stampa per la cattiva gestione del servizio di raccolta dei rifiuti nella darsena medicea. E’ finito l’idillio tra l’Amministrazione e la tanto osannata Società partecipata? A febbraio si parlò di crediti piuttosto consistenti della Cosimo nei confronti del Comune e, con un anonimo comunicato, fu avanzata la proposta di azzerarli trasferendo ad essa la proprietà dell’edificio ex Omni. Questo provocò forti malumori nella maggioranza. Il Presidente del Consiglio Rossi minacciò, addirittura, di dare le dimissioni. Per placare gli animi “ribelli” il Sindaco prese solenne impegno a fare chiarezza. Ma, dopo sei mesi, quei crediti sono ancora avvolti da una fitta nebbia.

E’ proprio il caso di dire che - conclude la nota dei consiglieri PD -  da tempo ormai, in Comune se ne combinano di cotte e di crude”. 


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