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lunedì 19 agosto 2019

Attualità lunedì 12 dicembre 2016 ore 11:16

Il Parco lavora a un Pit per l'Arcipelago

Nella sede del Parco si discuterà della realizzazione di un Progetto Integrato Territoriale che copra tutte le isole dell'Arcipelago



PORTOFERRAIO — Con i Progetti Integrati Territoriali, la Regione Toscana propone ai veri gestori del territorio di cooperare e trovare soluzioni condivise per le opere di protezione e miglioramento. In un’ottica di lungo periodo l’auspicio è di rafforzare i rapporti tra gli agricoltori e tra questi e gli enti territoriali, confermandone il ruolo di presidio.

Per questo motivo il Progetto prevede la formulazione di un Accordo Territoriale che contenga ruoli e regole ma anche obiettivi e linee di sviluppo delle attività stesse. La costruzione del Progetto, iniziata da settembre 2016 con i sopralluoghi esplorativi dell’Università degli Studi di Firenze nelle aziende agricole e sul territorio, il coinvolgimento del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, del Consorzio di Bonifica Toscana Costa e dell’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere, grazie al supporto di Coldiretti Livorno, volge ormai ad una svolta che comporta la definizione dell’Accordo Territoriale stesso.

Nella riunione convocata per questa mattina presso la sede del Parco Nazionale dell’Arcipelago all'Enfola, saranno all’ordine del giorno l’ambito territoriale di progetto e le sue problematiche, le possibilità offerte dal PIT, i ruoli e le responsabilità dei partecipanti (comprese penalità e vincoli sugli impegni), nonché le modalità di adesione e i criteri di selezione. 

"Il territorio dell’Arcipelago Toscano costituisce un unicum nell’ambiente mediterraneo - spiegano dal Parco - in un’area geografica in cui gli effetti del cambiamento climatico si manifestano principalmente nell’aumento dell’intensità di pioggia, la pressione sul reticolo idrografico determina un’elevata vulnerabilità del territorio, in un contesto già fragile per molti motivi. 

Il legame dell’attività agricola con la protezione dal dissesto diventa dunque fondamentale, soprattutto considerando i profondi mutamenti che hanno caratterizzato l’Arcipelago nell’ultimo secolo.

Il cambiamento da un’agricoltura tradizionale, semplice ma varia, a una specializzata, indirizzata alla valorizzazione delle eccellenze, è passato anche attraverso ripetuti abbandoni e riprese. 

Ambito rurale e ambito naturale necessitano oggi di intraprendere un percorso comune per cogliere le sfide dettate da un clima incerto, dai pericoli di dissesto dovuti alla cementificazione, dalla perdita di biodiversità e di complessità del mosaico ambientale." 



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