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domenica 15 settembre 2019

Attualità sabato 29 dicembre 2018 ore 14:57

Il governo raddoppia le tasse anche agli ospedali

L'ospedale di Portoferraio

Un taglio che colpisce non solo il volontariato ma anche gli ospedali, compreso quello elbano che non avrà più le agevolazioni fiscali previste



FIRENZE — Il governo nella manovra di bilancio attraverso l'imposta Ires non ha colpito solo volontariato e no profit (leggi qui l'articolo con la protesta delle Misercordie della Toscana) ma ha anche colpito le aziende ospedaliere e sanitarie e quindi anche l'ospedale elbano.

"Per la Toscana vale almeno cinque milioni di euro in un anno - spiega l'assessore alla salute Stefania Saccardi – e di fatto è un taglio occulto alla sanità pubblica: soldi che dal fondo sanitario finiranno al ministero delle finanze, soldi in meno per cure ed assistenza".

Quaranta anni fa, si legge infatti in una nota della Regione Toscana, quando le aziende sanitarie sono nate, l'Ires non la pagavano: gli edifici erano dei Comuni, esclusi dalla tassa. 

Poi la proprietà è stata trasferita alle aziende, gli immobili sono diventati patrimonio imponibile ma le aziende ospedaliere - e successivamente, in virtù di una sentenza della Cassazione, anche le aziende sanitarie – hanno goduto quantomeno di una riduzione del cinquanta per cento. Adesso quello sconto, sulla base di quanto previsto dalla manovra del governo, scompare e le tasse dunque raddoppiano.

In Toscana, per fare un esempio, dolo il Meyer pagherà da solo in un anno 200 mila euro euro in più, mentre altri 2 milioni e 800 mila euro non previsti dovranno essere sborsati dalle tre Asl Toscana Centro, Nord Ovest e Sud Est.


"Di fronte all'impossibilità di coprire il maggior costo con nuovi finanziamenti – si sofferma ancora Saccardi – le aziende sarebbero costrette a tagliare i costi delle prestazioni sanitarie. Un provvedimento dunque iniquo e inaccettabile. Si parla infatti di sanità pubblica e il rischio è dunque che gli effetti del provvedimento si abbattano per lo più sulle fasce più deboli della popolazione". 

"Cinque milioni su quasi settemila che con il bilancio della Regione destiniamo ogni anno a sanità e sociale si dirà che sono pochi – conclude l'assessore Saccardi – ma si tratta comunque di cinque milioni che potevano essere utilizzati per migliorare le prestazioni sanitarie offerte ai toscani e che in questo modo scompaiono". 



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