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mercoledì 23 ottobre 2019

Attualità giovedì 20 giugno 2019 ore 11:23

Fosso Madonnina, "scarichi domestici non trattati"

Fosso della Madonnina (foto di Arpat)

Arpat ha pubblicato i dati del monitoraggio effettuato nel Fosso della Madonnina a Portoferraio. La relazione completa e l'invito rivolto al Comune



PORTOFERRAIO — Arpat, l'Agenzia regionale per il controllo ambientale della Toscana, oggi ha reso noti, pubblicandoli sul proprio sito web, i risultati del monitoraggio eseguito nelle acque del Fosso della Madonnina, a Portoferraio, i cui sversamenti erano stati oggetto di varie segnalazioni (vedi articoli correlati).

Qui di seguito pubblichiamo la relazione completa di Arpat.

Il fosso della Madonnina, che scorre a sud del centro di Portoferraio all'Isola d'Elba, si immette nella parte centrale del golfo in cui ricade il divieto permanente di balneazione per zona portuale; l’area omogenea adiacente lato SE, adibita alla balneazione, è denominata Terme di San Giovanni.

Il fosso riceve lo scarico depurato del nuovo impianto di depurazione delle acque reflue urbane di Schiopparello, che risulta essere l’unico noto e regolarmente autorizzato (da febbraio 2019).

Il 22 maggio 2019, tecnici di ARPAT hanno effettuato - in collaborazione con operatori ASA - un’ispezione con campionamento delle acque del fosso per la determinazione degli indicatori batterici di contaminazione fecale, gli stessi utilizzati per valutare la balneabilità delle acque.

L’indagine era rivolta a definire lo stato qualitativo delle acque del fosso e della rispettiva zona di foce. I punti di campionamento sono riportati nella seguente mappa.



Dai risultati ottenuti è emerso quanto segue:

  • il fosso, a monte del punto di immissione dello scarico del depuratore (punto 6 in cartografia), presenta una portata esigua nonostante le piogge dei giorni precedenti; presenta inoltre una contaminazione batterica significativa, che depone per la presenza di scarichi domestici posti a monte del punto di prelievo;
  • lo scarico delle acque del depuratore (punto 5 in cartografia) nel fosso avviene tramite una tubazione situata sull’argine a circa due metri dall’alveo (vedi immagine); 

  • quando questo è in atto si osserva la presenza di schiume, probabilmente causate dall’impatto del refluo nell’acqua del fosso, considerato che vi si getta da un’altezza non trascurabile; tali schiume dopo qualche metro si dissolvono. I tensioattivi totali, determinati sul refluo depurato, sono risultati conformi a quanto stabilito dalla normativa in materia (Tab.3 Allegato 5 D.Lgs152/06 e smi). Nello scarico i batteri fecali sono assenti, ovvero inferiori al limite di quantificazione del metodo analitico adottato;
  • circa 150 m a valle dello scarico, presso il punto 4 in cartografia, la densità batterica fecale risulta di nuovo significativa. Il fosso prosegue in direzione del mare per un tratto non ispezionabile, data la folta vegetazione presente nell’alveo e sugli argini;
  • a circa 100 metri dalla foce l’alveo si allarga e l’acqua è stagnante (vedi immagine). La densità batterica fecale è elevata, di un ordine di grandezza superiore rispetto al punto precedente, indice di presenza di scarichi domestici nel tratto non ispezionabile tra le stazioni n. 4 e 3;

  • proseguendo verso valle, a circa 50 metri dalla foce, l’acqua torna ad avere uno scorrimento lento (vedi immagine a seguire). La densità batterica fecale risulta ancora più elevata di un ulteriore ordine di grandezza;
  • presso la foce lo scorrimento dell’acqua è ancora percepibile. La densità batterica fecale risulta ancora elevata.
  • Per il tratto di fosso ispezionato, da monte dello scarico del depuratore fino alla foce, al momento del sopralluogo, non sono stati individuati scarichi in atto oltre a quello del depuratore. L’acqua prelevata, in tutti i campioni esaminati, non era maleodorante ed aveva un aspetto limpido.

Valutazioni conclusive

Il fosso della Madonnina presenta una contaminazione batterica fecale in tutto il tratto esaminato, da monte dello scarico del depuratore fino alla foce. La densità batterica fecale tende ad aumentare da monte a valle.

Lo scarico del depuratore risulta adeguatamente trattato e non apporta alcun contributo alla carica batterica rilevata nelle acque del fosso.

La situazione rilevata è complessivamente compatibile con la presenza di scarichi domestici non trattati e non identificati, sin dal tratto più a monte, con un incremento del loro apporto verso la parte terminale del canale.

La contaminazione rilevata alla foce del fosso rappresenta un pericolo potenziale per l’idoneità delle acque di balneazione.

Al fine di rimuovere il rischio igienico sanitario rappresentato dalle acque del fosso è opportuno che l’amministrazione comunale proceda ad individuare gli scarichi domestici irregolari che sversano nel fosso. In molti casi questi scarichi possono essere veicolati da tubazioni o canalette adibite al drenaggio delle acque meteoriche.

Il controllo delle acque di balneazione, effettuato mensilmente dal mese di aprile presso il punto denominato "Terme di San Giovanni", è risultato a tutt’oggi regolare.



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