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Attualità mercoledì 23 dicembre 2015 ore 10:14

Forza Italia contro la riforma sanitaria regionale

I vertici azzurri smontano la nuova riforma sanitaria: "Molto fumo, mancano i contenuti. E' un regalo avvelenato per evitare il referendum"



PORTOFERRAIO — "Una legge-pacco, un regalo avvelenato che la Regione piazza sotto l’albero di Natale dei toscani a cui si prospettano tagli di servizio sanitario anziché tagli d’apparato e, nella attuale Asl 6 di Livorno, già si prospettano riduzioni nei servizi ospedalieri con la scusa di abbattere le duplicazioni. Insomma: la riforma del sistema-salute voluta da Rossi, Saccardi e Pd tutto è una legge nata male e scritta peggio, ed è giusto che i cittadini conoscano la verità su cosa li aspetta". 

L'attacco alla nuova riforma sanitaria arriva dal coordinatore regionale e capogruppo di Forza Italia in Regione Stefano Mugnai, con lui il responsabile regionale enti locali del partito Paolo Barabino e il coordinatore provinciale degli azzurri a Livorno Maristella Bottino.

"La riforma – racconta Mugnai – è stata approvata dal consiglio regionale da una maggioranza in assetto muscolare che ha frustrato la volontà dell’opposizione di discutere nel merito della legge stralciandone 56 articoli su 151 pur di approvarla sufficientemente in fretta da evitare il referendum abrogativo chiesto dai cittadini e di fare le vacanze di Natale".

Analizzando la situazione elbana: "Sull’isola d’Elba qualcosa a casa abbiamo portato – specifica Mugnai – poiché già in commissione siamo riusciti a far inserire la tutela dei livelli sanitari nelle zone geograficamente disagiate tra i principi. Ora – incalza il coordinatore regionale e capogruppo azzurro insieme ai suoi colleghi di partito Barabino e Bottino – aspettiamo i provvedimenti pratici che vadano in questo senso. Perché sapete, gli ospedali si possono chiudere in tanti modi: basta svuotarli, insegnando così alla gente ad andare altrove. Ma all’Elba un ‘altrove’ non c’è. Questo quadro è chiaro a tutti, tanto che il referendum è stato firmato da oltre 55mila persone ed è ciò che il Pd teme".

Sul tema interviene anche Gianluigi Palombi, coordinatore isola d’Elba e responsabile provinciale sanità: "E’ estremamente disarmante la superficialità con la quale il consigliere regionale del Partito Democratico, Gianni Anselmi, ha commentato la recente approvazione della legge regionale sul riordino della sanità toscana, nell’articolo della norma che riguarda l’Elba, cercando di fatto di sottolineare, in maniera strumentale, la mancata approvazione di Forza Italia di tale articolo. 

E' bene sottolineare che il distretto unico sull'Elba non era un emendamento puntuale che si sarebbe potuto votare separatamente dagli altri 8 commi dell'art.145, ma per votare quello si sarebbe dovuto votare tutto l'articolo comprensivo degli altri commi invotabili oppure votare direttamente tutta la legge, cosa assolutamente da evitare".

"Non possiamo non sottolineare, in questa occasione, il modus operandi del PD sull’intera questione, che ha incentrato gran parte del lavoro nel solo unico tentativo di affondare il referendum che era stato indetto dallo specifico Comitato, al fine di mettere in discussione tale iniqua legge. Con questo atto, il PD ha di fatto negato un diritto dei cittadini sancito dalla Costituzione, la stessa che, in ogni buona occasione che si presenti, afferma di difendere strenuamente, spesso strumentalmente.

Al contrario, allo stato attuale, nonostante le molte parole, nessuna vera azione è stata messa in atto dai referenti regionali del Partito Democratico, al fine di affrontare seriamente la difficile questione della sanità elbana. A fronte delle tante promesse, la situazione sanitaria locale continua ad evolvere in senso peggiorativo, come dimostrano, ad esempio, i forti disagi lamentati nell’ospedale di Portoferraio (Pediatria e Medicina Generale in primis), ma anche sul territorio. Ma quello che maggiormente emerge è l’assoluta fumosità di tutta la questione, nella totale assenza di qualsiasi progetto e percorso certo che possano invertire la tendenza di una politica regionale che ha fatto, dell’immobilismo, il tratto principale della sua azione sull’isola".


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