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Attualità Martedì 10 Febbraio 2026 ore 08:00

Portoferraio, il Giorno del Ricordo

L'amministrazione comunale ricorda le vittime delle Foibe e l'esodo di istriani, fiumani e dalmati sotto il regime di Tito



PORTOFERRAIO — "Il 10 Febbraio l’Italia celebra il Giorno del Ricordo. Con una Legge adottata nel 2004, la Repubblica Italiana riconosce questa data al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, perseguitate dalle forze partigiane jugoslave guidate dal maresciallo Tito, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale".

Lo scrive in una nota l'amministrazione comunale di Portoferraio.

"Un “Ricordo” che ha riguardato, nel periodo subito dopo la seconda guerra mondiale, un esodo di circa 350 mila profughi e l'uccisione di migliaia di persone nella tragedia delle foibe. - prosegue la nota - Zone, quelle del confine orientale, tormentate e tribolate, con una storia complicata e contesa, frammentata e conflittuale quasi fino ai giorni nostri". 

"Anche l’Amministrazione Comunale di Portoferrai sente il dovere, oggi, di dedicare al Giorno del Ricordo una riflessione. I rappresentanti delle Istituzioni, garanti di tutti, devono essere impegnati a guardare ai fatti storici con obiettività e valore morale. Oggi si ricorda l'esodo di un popolo, quello giuliano-dalmata, espulso, sradicato, privato della propria patria. E’ l’occasione per ricordare anche i profughi dei nostri giorni, di cui anche i nostri paesi e le nostre comunità sono pieni, guardandoli con gli occhi di chi vuole capire e conoscere per risolvere e non lasciare ciascuno al proprio destino, con gli occhi di chi vuole aiutare. - conclude l'amministrazione comunale - Ricordare il dramma delle foibe e dei profughi, in un momento storico come quello attuale, può aiutarci a dettare una linea comune: quella della tolleranza e del riconoscimento del valore della diversità, del rispetto dell’altro, contro ogni forma di razzismo, per una convivenza pacifica".


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