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Attualità giovedì 03 agosto 2017 ore 16:23

"Cinque anni trascorsi intensamente, con passione"

L'ormai ex presidente PNAT Giampiero Sammuri

La conferenza stampa di fine mandato dell'ormai ex presidente del Parco Giampiero Sammuri. "Il mio futuro? Se mi chiedessero di restare ci penserei"



PORTOFERRAIO — Cinque anni di lavoro svolti intensamente e con passione. Questo l’incipit della conferenza stampa di fine mandato di Giampiero Sammuri, presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, tenuta questa mattina nella sede istituzionale dell’Enfola.

“Ricordo ancora quando fui chiamato – ha  raccontato Sammuri – ero al Giglio in affiancamento del prefetto Gabrielli per lo smaltimento dei rifiuti della Costa Concordia; ero ancora presidente del Parco della Maremma, ed accettai subito con entusiasmo l’incarico. Frequento le isole fin da ragazzino, ed avevo un sentore di questa complessità, ma da presidente PNAT ho toccato con mano i problemi dell’insularità nella loro intera complessità, dall’Elba che è la più grande delle isole dell’arcipelago fino alle isole disabitate come Montecristo”.

Sammuri ha voluto soprattutto ricordare le cose fatte: “Ricordo subito i provvedimenti più importanti adottati in questi anni. Sono stato più di due anni senza consiglio direttivo, e questo è un’anomalia abbastanza grossa. Ho cercato di farmi aiutare dalla Comunità del Parco, e i sindaci mi sono stati molto vicini. Nonostante questo ho emesso ben cento provvedimenti in quel periodo. Dal 13 gennaio 2015 si è poi insediato il consiglio direttivo, ed abbiamo fatto fino ad oggi 35 sedute: ritengo questo un indice molto importante di partecipazione da parte dei consiglieri. Sono stati approvati 154 atti, di cui il 95% all’unanimità, e solo 7 a maggioranza. Per questo devo ringraziare il contributo di tutti i consiglieri, che hanno sempre lavorato in un clima positivo e costruttivo. Un altro ringraziamento forte alla struttura del Parco, a partire dalla direttrice Franca Zanichelli sempre disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte, fino a tutti i dipendenti, sempre collaborativi”.

"Molte le cose positive realizzate-  ha aggiunto Sammuri - inizio con il completamento dei lavori sul castello del Volterraio, a cui tengo particolarmente. Questo è un argomento di cui venni investito già al momento del mio arrivo, quando trovai la struttura, di proprietà del Parco, in situazione estremamente precaria. E’ stato il mio primo impegno, e vederlo così come è oggi mi riempie di orgoglio. Nello stesso modo la riapertura degli InfoPark è una cosa molto importante. Sono stati rimessi a posto i locali di Portoferraio, che erano in pessime condizioni, e possiamo dire di rendere un servizio importante oggi nella zona portuale”.

“Il recupero delle Dune di  Lacona, inoltre, è un altro fiore all’occhiello: acquisite le Dune, oggi inauguriamo un Infopoint nei locali dell’ex Essenza e l’opera , che deve essere ancora ultimata, dà finalmente dignità e importanza a quella zona di estremo pregio. Oltretutto, all’epoca rischiammo di perdere il finanziamento per acquisire l’area firmando l’accordo all’ultimo momento, ed ora ne vediamo le conseguenze positive nel recupero delle dune, che sono l’unico sistema dunale presente sull’isola”.

“La nidificazione della tartaruga sulla spiaggia di Marina di Campo è un’altra cosa a cui teniamo moltissimo: la telecamera h 24 che abbiamo installato ci consentirà di immortalare il momento più importante. Ma teniamo molto anche all’area di Mola, dove abbiamo degli stanziamenti importanti che si concretizzeranno in futuro: anche questa sarà un’altra area simbolo per il Parco”.

“La questione Pianosa, inoltre, ci permette di ringraziare la grande collaborazione interistituzionale. Cito un proverbio maremmano: il cane di cento padroni morì di fame, molto esemplificativo per la situazione di gestione dell’isola. Abbiamo investito molte risorse utilizzando il lavoro dei carcerati. Oggi con questa collaborazione molto del degrado presente sull’isola è stato eliminato grazie al lavoro dei detenuti. Le visite subacquee dell’isola sono un altro grosso passo in avanti nella fruizione delle aree protette. Sono molto soddisfatto dei risultati conseguiti, e i monitoraggi biologici fatti danno esiti molto positivi, visto che è interesse di tutti mantenere intatto l’ambiente sottomarino”.

“Un altro intervento importante è l’impianto fotovoltaico a Montecristo, che ci ha permesso di eliminare i generatori di corrente alimentati a gasolio ai quali eravamo costretti fino a qualche tempo fa. L’area marina protetta di Capraia, invece, la porto ad esempio di come un Parco debba lavorare rapportandosi con il territorio. Tutte le limitazioni introdotte sono state concordate con amministrazione e cittadini, partendo ovviamente dalle esigenze di conservazione del territorio. Giannutri, infine, ha visto la riapertura dopo 15 anni della Villa Romana, anche in questo caso grazie a rapporti interistituzionali molto positivi. Inoltre da quest’anno stabilmente abbiamo ottenuto la presenza stabile di Carabinieri Forestali sull’isola. Gorgona è un mondo a parte, ma ci dà l’opportunità di avere il risultato migliore: è stata riaperta alle visite nonostante lo status di isola carcere”.

“Ricordo poi la certificazione della Carta europea del Turismo Sostenibile – ha aggiunto ancora Sammuri nella sua elencazione - e l’impianto di videosorveglianza che abbiamo installato in tutto l’Arcipelago: un grosso investimento che sta dando risultati importanti. Spendo una parola anche sulla vigilanza, ringraziando Carabinieri Forestali e Capitaneria per il lavoro svolto. Ancora una sottolineatura la merita il ruolo delle guide parco, che sono fondamentali per la comunicazione corretta dell’importanza della tutela ambientale".

Sammuri ha poi risposto alle domande dei giornalisti: “Cosa avrei voluto realizzare che non è stato fatto? Avrei sperato di sistemare Mola prima di andare via, anche se so che è tutto avviato. Ci sono finanziamenti e progettazioni, è solo questione di tempo. Cosa mi ha fatto sentire impotente? La difficoltà di far capire alla gente che non dipende tutto dal parco quello che accade sul territorio. I rapporti col territorio sono comunque sicuramente stati positivi. Purtroppo si è più portati a dare importanza a chi fa critiche . Sinceramente, però, tutta questa ostilità nei confronti del Parco non l’ho mai trovata. Qualcuno c’è , ma è una stretta minoranza”.

“Consigli al mio ipotetico successore? Qui c’è un patrimonio naturale fantastico, che può convivere con una importante presenza turistica. Per farlo però servono regole, comportamenti che spiegati poi sono condivisi. Le aree protette se si gestiscono in un certo modo sono un valore aggiunto. Fondamentale quindi far convivere la salvaguardia con la fruizione turistica. Per una imprenditoria turistica intelligente è un valore aggiunto”.

“Cosa farò dopo il PNAT? E’ stata esperienza bellissima – ha concluso Sammuri - se dovessi continuare non dipende da me. Deve decidere il Ministro dell’Ambiente d’intesa con il presidente della Regione. Se me lo chiedessero, ci penserei seriamente. La volta scorsa chiesi tre giorni per decidere, ora ci metterei meno. Rispetto a cinque anni fa – ha comunque sottolineato ancora Sammuri - ho aspetti migliorativi e peggiorativi. Conosco meglio la realtà locale, ma questa può diventare una routine e quindi una cosa controproducente”. Un messaggio fra il detto e non detto, che fa pensare ad aspettative importanti per l’ormai ex presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. In bocca al lupo. 

Fabio Cecchi
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