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lunedì 18 novembre 2019

Politica sabato 26 novembre 2016 ore 12:00

5 sindaci su 7 votano NO

La campagna referendaria ricompatta il fronte dei sindaci elbani che in netta maggioranza si schierano contro la riforma costituzionale



PORTOFERRAIO — Miracoli del referendum: l'Elba istituzionale ritrova un'inedita unità politica nel dire NO il prossimo 4 dicembre. Durante l'evento, moderato da Fabio Cecchi, organizzato dalla Comitato per il NO della Fondazione Toscana Bene Comune, guidato da Ruggero Barbetti, e che aveva nel senatore Altero Matteoli l'ospite d'onore, si sono infatti ricompattati politicamente i sindaci elbani.

Presenti al tavolo, oltre al padrone di casa Barbetti, anche Claudio De Santi (coordinatore provinciale per Firenze del NO), Mario Ferrari e Anna Bulgaresi. Dimenticate quindi le divisioni interne sulla tassa di sbarco e sulla sanità, Renzi è riuscito dove gli altri hanno fallito. Impossibilitati a partecipare, per impegni istituzionali, Andrea Ciumei e Luca Simoni.

I sindaci hanno elencato le ragioni che li porteranno a sbarrare la casella destra della scheda elettorale. Barbetti ha adottato un profilo più istituzionale, commentando: "E' anche improprio chiamare questa una riforma, è una revisione costituzionale che cambierà questo Paese in peggio.

Ritengo inaccettabile la pesante interferenza del Governo su una materia che dovrebbe essere solo di pertinenza parlamentare, un Parlamento peraltro dichiarato illegittimo. Il Paese è poi fermo da mesi per questo motivo. Le motivazioni del SI sono poi puramente demagogiche, il risparmio con la modifica del Senato sarebbe infinitesimale.

Un Senato poi nominato non si sa come nè da chi, si formerebbe un impianto istituzionale che darebbe troppo potere in mano a una sola persona".

E' un appello al voto quello della sindaca Bulgaresi: "La differenza tra questa legge di riforma e quella che presentò Berlusconi è abissale, questa legge modifica in maniera drastica la Costituzione stravolgendo l'equilibrio voluto dai costituenti".

"Le leggi vengono fatte anche con l'attuale bicameralismo, poi però mancano i decreti attuativi e quelli non li fa il Parlamento. Penso che sia un bene voler semplificare le cose ma questa legge le complica e di parecchio. Il rischio che vedo è quello che le persone non vadano a votare, è nostro compito convincerli perchè vogliamo che mantengano il loro diritto a votare un Senato".

"Questa riforma è un salto nel buio - afferma Claudio De Santi - l'Italia ha bisogno di riforme ma non si può partire dalla base dello Stato, non è la Costituzione il problema. Il Governo si è appropriato indebitamente di un bene pubblico, alla fine questa è solo una manovra per prendere e mantenere il potere".

Parla alla base Mario Ferrari: "Quello proposto da Renzi sarebbe un cambiamento epocale che porterebbe dei disastri. Forse non si rendono conto dei problemi reali delle persone, quelli che noi sindaci viviamo quotidianamente. Ho fiducia nella vittoria del NO ma dobbiamo fare di tutto per portare i nostri elettori al voto".

Non presente fisicamente, Andrea Ciumei, aggiunge telefonicamente: "Con questa riforma si diminuisce l'autonomia dei cittadini e soprattutto non centra gli obiettivi che dichiara voler perseguire. Penso poi che ci sia troppa politica attorno a questo referendum che non ha niente a che vedere con la riforma, vedo anche il PD stesso spaccato su questo referendum".

Detto che Campo nell'Elba è commissariata e che non è stato possibile raccogliere la testimonianza del sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni, pur invitato al convegno al quale non ha potuto partecipare per impegni istituzionali all'interno del proprio comune, il fronte del SI registra la solitaria posizione di Renzo Galli di Rio Marina: "Penso che si sia la necessità di cambiare l'impianto del nostro Stato e votare NO vuol dire rimanere nell'immobilismo che c'è ora.

E' una riforma perfettibile sicuramente, il Senato non elettivo non m convince, ma dobbiamo dare un segnale di cambiamento. La burocrazia che imprigiona le nostre azioni amministrative va eliminata e questa riforma va nel senso della semplificazione".

Luca Lunedì
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