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Cultura sabato 25 giugno 2016 ore 16:24

Elbadautore e il vino in terracotta

Sarà Antonio Arrighi l'ospite dell'appuntamento di questa di Elbadautore: il sommelier elbano illustrerà la sua tecnica di vinicoltura in terracotta



PORTO AZZURRO — Sabato 25 giugno l’associazione Culturale Elbadautore prosegue il suo fitto calendario estivo di eventi sulla banchina IV Novembre a Porto Azzurro, di fronte al palazzo comunale, e alle 21,30 presenterà Antonio Arrighi, noto produttore elbano di olio e vino e sommelier professionista, che illustrerà il suo esperimento di affinamento del vino in anfora. 

L’utilizzo della terracotta per fare il vino è una pratica antica che risale agli antichi Greci e Romani e, oggi, in Italia e nel mondo, molte cantine hanno riscoperto questa tecnica attraverso l’uso di grandi anfore realizzate a mano. La terracotta utilizzata viene prodotta dall’azienda imprunetina Artenova, leader in Italia nella produzione artigianale di giare da vino in terracotta. 

La terra d’Impruneta non ha problemi di metalli pesanti con il vino, sia a contatto con la terra sia con le giare ricoperte da c’era d’api o da resine di vetro: è stata analizzata in questi anni sia dal punto di vista delle cessioni di metalli pesanti sia dal punto di vista della tenuta e della traspirazione. Per la porosità che caratterizza questo materiale, l’utilizzo della terracotta senza alcun rivestimento permette una intensa ossigenazione e il buon passaggio di ossigeno determina una maturazione ottimale dei vini rossi. 

Con l’utilizzo di rivestimenti interni come la cera d’api si riducono in parte gli scambi gassosi con l’esterno. Proprio per queste sue particolari caratteristiche fisiche, la terracotta d’Impruneta consente di ottenere ottimi risultati nella vinificazione, maturazione e conservazione del vino, fornendo un ottimo isolamento termico (meglio dell’acciaio e quasi come il cemento), aiutando a ravvivare i profumi a animare il frutto che il cemento tende a spegnere, almeno nei primi tempi. 

Antonio Arrighi, unico produttore che all’Elba, dal 2011, ha sperimentato questa tecnica antichissima con il suo famoso Tresse terracotta toscana IGT rosso in cui, in parti uguali, uve di Sagrantino, Syrah e Sangiovese si affinano in botte di rovere francese e giare di terracotta.

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