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Attualità sabato 15 novembre 2014 ore 16:19

Marini: "La Regione non ci isoli dopo il ricorso"

Il vice sindaco risponde all'assessore regionale Marson difendendo la scelta del Comune di ricorrere al Tar contro il Piano del Paesaggio



PORTOFERRAIO — Qualche reazione c'era da aspettarsela. Portoferraio è stato l'unico Comune della regione a fare ricorso contro il Piano del paesaggio, peraltro non ancora approvato definitivamente, e a Firenze la cosa non ha fatto piacere. Così l'assessore Marson ha fatto intendere che i rapporti fra i due enti, Comune e Regione, potrebbero essere più complicati (considerando anche i diversi schieramenti politici, nda). Così il vice sindaco Marini ha preso carta e penna e ha scritto alla Marson difendendo la scelta del ricorso e l'operato del Comune.

"Gent.ma Assessore,

Non entro nel merito delle Sue valutazioni tecniche – che attengono a piani diversi – ma leggo con sorpresa e preoccupazione, che il Comune di Portoferraio verrebbe o si sarebbe auto-escluso dal salotto delle buone relazioni politiche con il Suo Assessorato Regionale, per la ragione di aver presentato ricorso al TAR Toscana sulla deliberazione del Consiglio Regionale di adozione del PIT, che, com’è noto, ha fatto scattare la paralisi indotta dalle misure di salvaguardia, fino alla definitiva approvazione.

Non voglio polemizzare in alcun modo, ma se queste sono le Sue convinzioni – e mi auguro sinceramente il contrario – troverei grave e sconcertante che da parte di un livello istituzionale regionale si facesse pervenire un messaggio di questo tipo, che, oltre che inopportuno e inadatto nel nostro Ordinamento Repubblicano, lasci credere che l’iniziativa legittima di “adire il Tar Toscana” avverso un provvedimento regionale, comporti o meriti per il Comune di Portoferraio, come per lesa maestà, d’ora in avanti, per bocca dell’Assessore Regionale, l’esclusione sul piano partecipativo e nelle relazioni politiche con la Regione che Lei stessa rappresenta. 

Desidero ricordare, nella chiarezza delle regole da Lei stessa richiamata, che non sussiste alcun rapporto gerarchico fra Regione e Comune nell’ambito dell’art. 114 Cost e, che specificamente, nella materia urbanistica, dell’assetto ed utilizzazione del territorio, la competenza dell’Ente Locale è riconosciuta prioritaria, atteso che spetta a quest’ultimo, ai sensi dell’art. 13 del TUEL 267/2000, la funzione di Ente esponenziale della rispettiva comunità e la rappresentazione degli interessi della propria popolazione e del suo ambito naturale di insediamento. 

Elementi tutti che si aggiungono alle regole altrettanto chiare sulla partecipazione e la tutela dell’interesse pubblico locale, che non possono certamente subire limitazioni, diminuzioni o venire addirittura esclusi, come risposta scomposta e vessatoria, in ragione dell’esercizio legittimo del diritto di contestazione e di difesa, rispetto ad atti regionali immediatamente lesivi. 

Né risponde a vero che il Comune di Portoferraio abbia rinunciato a far valere la propria voce politica nelle competenti sedi decisionali, perché anzi il nostro Comune si è mosso su entrambe le direzioni del ricorso al Tar e della presentazione e deposito delle osservazioni, concordate con tutti gli altri Comuni dell’Elba. Per cui risulterebbe improprio, discriminante ed istituzionalmente compromettente che in termini più o meno velati si intendesse, con la Sua intervista pubblica, far calare o, anche semplicemente, accreditare nell’opinione pubblica, una sorta di isolamento politico sul nostro Comune, quale sanzione inevitabile – da applicare in sede decisionale - per aver ardito la contestazione di un provvedimento regionale che non si condivide, prodotto dal suo stesso Assessorato. 

Ritengo infatti condizione irrinunciabile, nel nostro sistema democratico, che da parte di una Autorità politico-istituzionale così elevata, debba assicurarsi, costantemente, imparzialità di condotta e parità di trattamento nei riguardi della nostra Amministrazione Comunale e di tutti i cittadini di Portoferraio, che certamente non sono disponibili a subire mancanza di rispetto. 

Auspico dunque – rispetto a quanto riportato dal Tirreno - un Suo pronto chiarimento sulla vicenda, che eviti ogni ulteriore spiacevole equivoco, assicuri identica attenzione e partecipazione alle osservazioni presentate dal Comune di Portoferraio, al pari degli altri Comuni e restituisca, come conviene in democrazia , serenità di relazioni e correttezza istituzionale fra il nostro Comune, Capoluogo dell’Elba e la Regione che Lei ha inteso così rappresentare, anche dal punto di vista della comunicazione pubblica e che ciò possa avvenire già a partire dalla imminente Festa della Toscana, che il nostro Comune andrà a celebrare nel prossimo mese di dicembre.

Confermo la piena volontà del Comune di Portoferraio, com’è sempre avvenuto, di contribuire e collaborare sul piano istituzionale, politico e programmatico con la Regione Toscana e l’Assessorato competente, a rendere migliore ed attagliata la stessa programmazione regionale per il territorio elbano, in un quadro istituzionale che, secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e leale collaborazione, sia realmente attento al ruolo della nostra comunità Locale e rispettoso delle regole fondamentali della democrazia e del diritto".

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