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Attualità lunedì 08 agosto 2016 ore 15:55

"Il risveglio dopo l'incendio"

Accogliamo un contributo di Beppe Tanelli, primo presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, che commenta l'incendio di Chiessi



MARCIANA — "Sono le otto del mattino del giorno dopo. L’elicottero scarica secchiate di acqua lungo le pendici del San Bartolomeo, poco sopra la mia casa di Pomonte. Tre tute arancio sono sul posto, hanno presidiato la zona per tutta la notte. 

Dalle dieci di ieri sera quando dopo una giornata di rogo, le fiamme sono riapparse. Il fuoco era partito al mattino, verso le dieci, dalle case più alte di Chiessi, mentre da mezz’ora le fiamme divampavano a Capoliveri. Il forte vento di maestrale ha spinto il fuoco lungo la valle dei Cotoni fino alla cima di San Bartolomeo. Refole di tramontana hanno spinto i carboni fino al mare. Il fuoco è risalito fino al Cimitero. 

E’ sceso su Pomonte. Gabriele e Luca hanno perso i loro asinelli, Walter i suoi cani, Beppe e Natalia, la loro vigna di aleatico: l’ultima vigna che resisteva. Il fuoco ha scoperto il succedersi delle antiche balze di viti fino all’Oppidum, a segnare il duro lavoro di un tempo. Poteva andare peggio, molto peggio. 

I Canadair e gli elicotteri hanno scaricato tonnellate e tonnellate di acqua. I volontari della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, i Forestali, Carabinieri e Polizia Municipale, con la loro abnegazione e grande fatica, hanno contenuto le fiamme, inerpicandosi lungo i costoni con le frasche e le pale. 

A tutti loro, alle donne e agli uomini dell’antincendio un grande grazie. Anna Bulgaresi, sindaco, e Massimo Benvenuti, consigliere , da sole a sole fra Chiessi e Pomonte, assistendo e confortando le attività di spegnimento, non hanno fatto mancare la preziosa presenza del Comune di Marciana.

Le autorità preposte individueranno le cause dell’incendio, saranno verificate e corrette le eventuali lacune organizzative, ma due aspetti emergono da subito. L’ informazione sul divieto di accendere fuochi nel periodo estivo deve essere più capillare e tartassante e non limitata ad un breve comunicato ufficiale a fine giugno. 

Non basta certamente, ma comunque non guasta. Anni di tranquillità incendiaria, ci hanno forse abituato a sottovalutare il fuoco. Le istituzioni devono riattivare le intense campagne di sensibilizzazione di un tempo e potenziare in uomini, mezzi il sistema dell’ antincendio. 

Rivedere i protocolli organizzativi così da abbreviare al massimo i tempi di intervento degli operatori. E, per concludere, questo rapido scritto, dare corso alle ordinanze che impongono, nei centri urbani e nei territori limitrofi la pulizia e la rimozione di tutti quei materiali, che espongono il territorio e le persone ad un elevato rischio idrogeologico e incendiario. 

Che l’incendio di Chiessi e di Pomonte serva almeno a raggiungere questo fine".


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