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Attualità venerdì 11 agosto 2017 ore 14:48

Brucia ancora la Corsica, allarme anche all'Elba

Incendio in Corsica (foto CorsicaOggi)

Chiamate anche per i Vigili del Fuoco elbani, ma il fumo arriva ancora una volta dall' "isola surella". Lo struggente appello dei pompieri còrsi



MARCIANA — Ancora un allarme incendi all'Elba: fumo nel Marcianese, dicono le chiamate ai Vigili del Fuoco, che mandano sul posto una squadra. Ma il fumo ancora una volta arriva dalla Corsica. Distanti meno di 30 miglia nautiche da Sant'Andrea a Bastia, le due isole (i còrsi chiamano l'Elba Isola Surella, ndr) sono  accomunate non solo da origini e tradizioni, ma anche purtroppo da una situazione di emergenza che in questo momento vede superimpegnate le squadre antincendi dell'isola francese.

Moltissimi gli incendi in questi primi giorni di agosto in Corsica, tanto che i pompieri hanno scritto una struggente lettera aperta ai còrsi e ai piromani, così come riportato dal quotidiano on line CorsicaOggi. Eccone il testo integrale

"Di fronte alle condizioni meteorologiche attuali. tenendo conto della ricorrenza e della frequenza dei roghi devastanti di questi giorni, i pompieri dell’Alta Corsica esprimono la loro protesta, la loro inquietudine, e accendono la sirena, perché ciascuno intenda, valuti, comprenda e agisca.

Sottoposti a una pressione costante e senza fine, mettiamo il nostro cuore, le nostre forze, la nostra energia umana e fisica, per far prendere coscienza del pericolo. Noi, i soccorritori, ma anche i cittadini, i residenti e i turisti. Tutti noi siamo in pericolo. Perché in questa situazione anche il fuoco più piccolo e insignificante può estendersi fino a conseguenze drammatiche, fino a distruggere e uccidere.

Non siamo nelle condizioni normali, in cui siamo abituati a lottare. La velocità di propagazione degli incendi, anche in assenza di vento, sono senza precedenti. Siamo in un momento di grande vulnerabilità, seduti su una polveriera che inevitabilmente esploderà, se la situazione non cambia.

Allora che tu sia imprudente, incosciente, o – sfortunatamente – un criminale, valuta bene ciò che stai per fare. Arriverà un momento in cui noi giungeremo in ritardo, o avremo meno mezzi, meno fortuna. Non avremo più acqua, o saremo impegnati in un’altra missione, per salvare qualcun’altro, che attenderà la nostra autopompa, la nostra ambulanza o l’elicottero.
Dunque, anche se «coraggio e devozione» sono i valori che ci animano, nessuno merita di essere ferito, bruciato o ucciso. I tagli al nostro budget, la mancanza di mezzi aerei adatti all’isola e in numero e qualità sufficienti, la desertificazione progressiva delle zone rurali, la scarsa manutenzione, la mancanza di compensazione delle case zone periferiche, la scarsità d’acqua, sono tutti fattori che aggravano gli effetti del fuoco, e impattano direttamente e stabilmente sui servizi di prevenzione e contrasto ai roghi.

Cogliamo l’occasione per ringraziarvi delle vostre numerose testimonianze di sostegno e solidarietà. Ma al di là delle parole, aiutateci a fare in modo che concretamente il peso di questa lotta non sia portato solamente dai soccorritori, dagli eletti dei comuni interessati e dalla popolazione locale. La pressione dev’essere portata addosso a chi è responsabile, a chi provoca gli incendi, non cura il territorio, provocando roghi d’estate e inondazioni in autunno.

Attenzione, noi continueremo a restare al vostro servizio, ma siamo provati, affaticati, esposti, e sotto una pressione continua e in deficit di uomini e mezzi. Avremo almeno avvertito, quest’anno più che mai, dove nulla è prevedibile, perché tutti prendano coscienza e non puntino il dito contro i soccorritori e non piangano per la loro sorte se il dramma annunciato si verificherà.

Concludendo, lanciamo un appello alla popolazione: abbiamo bisogno di voi. Il vostro ruolo di sorveglianza attiva e dissuasione dei piromani è essenziale in una società di cittadini responsabili quali voi siete.

Simu fatti per salvà, micca per soffre di ferite, ancu più pocu per more di a pazzia di l’omu."


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