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lunedì 17 giugno 2019

Cultura sabato 31 maggio 2014 ore 10:31

Marcello Camici ci racconta l'assistenza sanitaria all'Elba al tempo dei Lorena

Veduta di Portoferraio

Un viaggio nella storia dell'ospedale degli infermi e del debito pubblico. Problemi di ieri e di oggi.



ISOLA D'ELBA — Proseguiamo il racconto storico di quanto accadeva al tempo degli Asburgo Lorena in materia di sanità e debito pubblico. 

Dalle "pagine" di Marcello Camici uno spaccato di storia elbana.

"La situazione di debito pubblico che aveva condotto nel gennaio del 1816 il legislatore toscano a 

sopprimere l’ospedale degli Infermi urgodell’isola d’Elba e ad indirizzare il ricovero dei malati civili dentro
l’ospedale militare ,doveva essere presente non solo sul territorio dell’isola. Infatti, nell’ottobre del 1816,
pochi mesi dopo la soppressione dello spedale degli infermi dell’isola d’Elba,una circolare dell’Uffizio Fossi
di Pisa annuncia ai cancellieri comunitativi di tutto il dipartimento pisano che il legislatore(S.A.I e R.)
intende dare decorso alla sistemazione economica degli Spedali del Granducato.
Questa la circolare:
“Circolare n. 1213
Il Clarissimo Signor Senatore Soprassindaco come Presidente della Deputazione stabilita con Sovrano
Motuproprio de’ 19 settembre decorso per la sistemazione economica degli Spedali,ed altri luoghi di
Pubblica Beneficenza qualunque esistenti nel Gran-Ducato,mi commette con sua lettera degli 8 andante di
far compilare immediatamente ,e rimettergli al più presto ,uno stato di tutti quelli compresi nelle Comunità
da quest’uffizio dipendenti.
Mi occorre per conseguenza commettere a VS Eccellentissima d’occuparsi subito della compilazione di un
tale Stato per quella parte che riguarda le Comunità servite da codesta Cancelleria ,e conosco troppo il di Lei
zelo ed attività per raccomandarle ulteriormente la sollecitudine ed esattezza d’un tal lavoro
A forma delle indicazioni datemi dal prefato Sig. Senatore Presidente ,dovrà un tale Stato o Prospetto
presentare in altrettante separate colonne
1. Il titolo dello Spedale, o Luogo Pio,distinguendo i Regi dai Comunitativi
2. Nome e Cognome della persona che lo presiede e governa
3. L’entrata annua ordinaria desunta da una serie di cinque anni degli ultimi Saldi
4. L’uscita annua ordinaria desunta come sopra
5. Lo stato d’avanzo o disavanzo in cui trovavasi all’epoca dell’ultimo Saldo
6. Il numero dei letti occupati che vi si sogliono tenere in anno comune (essendo Spedale di Malati)
7. L’importare annuale di un letto occupato
8. L’importare della giornata di Spedale desunta dal totale della spesa
9. L’ammontare della congrua di cui lo Spedale,o Luogo Pio fosse accollatario
10. La quantità del debito arretrato che avesse per questo titolo
11. (essendo Spedale d’Esposti) lo Stato della popolazione classato per età
12. Lo Stato della Spesa classato egualmente per età

Devo finalmente incaricare VS Eccellentissima di corredare questo Prospetto con le savie sue osservazioni
dirette ad istruire la R. Deputazione di tutte quelle notizie che potessero esserle utili per l’oggetto della sua
Istituzione e per porla in grado di far conoscere a S.A.I. e R. il vero stato in dettaglio di tutti questi Luoghi
Pii per i quali col suo cuore benefico prende il più vivo interesse.
Di VS Eccellentessima, Pisa dall’I. e R. Uffizio dei Fossi, lì 9 ottobre 1816.
Devotissimi Servitore. Cav Flaminio Dal Borgo. Provveditore” (Circolari ed ordini dal Soprassindaco
Provveditore dal 1815 al 1818.C64.Carta 41. ASCP)

Questa circolare è importante perché la qualità e il tipo di conoscenze che si vogliono ottenere serviranno
al legislatore per “dare decorso alla sistemazione economica degli Spedali,ed altri luoghi di Pubblica
Beneficenza qualunque esistenti nel Gran-Ducato” in quanto il tipo di conoscenza ottenuta è “in grado di far
conoscere a S.A.I. e R. il vero stato in dettaglio di tutti questi Luoghi Pii”
Queste conoscenze consentiranno infatti di procedere alla “sistemazione economica “ che si concretizzerà
con l’emanazione di “Massime ed Istruzioni da osservarsi generalmente in tutti li spedali degli Infermi del
Gran-Ducato di Toscana approvate con Dispaccio di S.A.I e R. de’ 17 febbraio 1818”.
Le informazioni ottenute in seguito a questa circolare evidenziano uno stato di debito diffuso nei bilanci
delle magistrature comunitative dell’isola d’Elba ,nonostante la soppressione dell’ospedale degli infermi a
Portoferraio avvenuto nel 1816.

Infatti,nell’agosto del 1818,dopo quasi tre anni dalla soppressione dello Spedale degli Infermi, era notevole
il debito accumulato dalle magistrature comunitative dell’Elba nei confronti dello Spedale Militare, dove
venivano ricoverati i malati civili provenienti da tutta l’isola.
C’è un prospetto redatto dal cancelliere comunitativo che certifica questo debito alla fine del 1818.

“Portoferraio.dalla Cancelleria Comunitativa lì 29 Agosto 1818. Ugolini Cancelliere.
Stato del debito delle Comunità dell’Isola d’Elba con il Commissariato di Guerra per dependenza delle
Spedalità fornite ai Malati Paesani nello Spedale Militare di Portoferraio dal 6 settembre 1815 a tutto
Giugno 1818” (Corrispondenza con Uffizio Fossi di Pisa dal 1817 al 1818.C65.Carta 418.ASCP)
Dalla lettura di questo documento del 1818 si evince che la somma totale,il debito pubblico accumulato
per tutte quante le comunità isolane e che da queste dovrà essere pagato, assomma a lire 28463.13.4
L’importare della predetta somma è analizzata dal Cancelliere e per numero di giornate di spedalità e per
trimestre.
Accanto allo stato del debito vi è uno spazio dedicato alle “Osservazioni del Sig. Commissario di Guerra” e
alle “Osservazioni del Cancelliere Comunitativo”.
“Niente. Gio Batta Ducci primo ufficiale” questa è l’osservazione del Commissario di Guerra.
Più articolate le “Osservazioni del Cancelliere Comunitativo”.
Eccole:
“Nella somma delle lire 3648.6.8 sono comprese anche lire 16.6.8 per l’interro dei Cadaveri. Le lire 68.5.4
che si vedono pagate in conto,furono accreditate a questa Comunità dalla Giunta di Liquidazione delle Spese
Militari per spese di tal natura commesse dalla Comunità di Longone come risulta da lettera di quei 55
Deputati de’ 30 luglio 1817.
Le di contro giornate 83 a lire 5.13.7 son quelle somministrate ai Malati attaccati in detta epoca da Tifo
Petecchiale”.
Le osservazioni del Cancelliere fanno capire che sul debito aveva influito il caro prezzo giornaliero pagato
per la cura dei malati “attaccati da Tifo Petecchiale”.
Come ripianare il debito di lire 28463.13.4 ?
Vi fu un intervento diretto di Sua Altezza Imperiale e Reale.

Marcello Camici

ASCP. Archivio storico comune Portoferraio."



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