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Attualità venerdì 25 novembre 2022 ore 16:30

Violenza sulle donne, l'impegno dei carabinieri

Nelle caserme di Livorno, Cecina e Piombino, sono state allestite stanze dedicate alle donne vittime di violenza. Ecco i numeri dei reati



PROVINCIA DI LIVORNO — Oggi 25 Novembre si celebra la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, una ricorrenza voluta e istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che in questa data invita le istituzioni e le associazioni ad organizzare attività di sensibilizzazione.

Per dare maggiori informazioni i carabinieri della provincia di Livorno hanno realizzato un video (si veda video in apertura di articolo).

Orange the World” (“colora il mondo di arancione”) è il tema di questa giornata, perché l’arancione è il colore della campagna dedicata alla promozione dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione delle donne. 

"Tutti i militari dell’Arma di Livorno, in maniera empatica e grazie agli strumenti in possesso, - come si legge in una nota del Comando provinciale dell'Arma - sono quotidianamente impegnati a fornire coraggio a tutte quelle donne che si trovano in difficoltà, cercando di trasmettere loro la consapevolezza che insieme si può uscire da situazioni di violenza. Quanto sopra è, prima di tutto, finalizzato ad evitare che si verifichino ulteriori “femminicidi”, ovvero l’omicidio avvenuto in presenza di una condotta e/o volontà “discriminatoria” da parte dell’autore del reato (maschio) nei confronti della vittima (femmina), aggredita poiché considerata “inferiore” in ragione della sua appartenenza al genere femminile, e le uccisioni di donne da parte di uomini, avvenute nell’ambito relazionale, passionale, familiare e di vicinato".

"Ma ci sono altri reati apparentemente meno gravi che insidiano quotidianamente le donne, tra questi troviamo il fenomeno comunemente denominato “stalking”, - prosegue la nota - che è ricondotto ai reati di “atti persecutori” (art. 612-bis codice penale), nonché i casi di maltrattamenti in famiglia (art. 572 codice penale) e percosse (art. 581 codice penale), con vittima donna. L’Arma dei Carabinieri di Livorno, nell’anno in corso, ha continuato a focalizzare il proprio impegno per poter contrastare tali crimini grazie al particolare contributo offerto dai due referenti provinciali, inquadrati nel Nucleo investigativo e facenti parte della rete locale e nazionale contro la violenza sulle donne, e gli altri militari specializzati che possono aiutare concretamente le vittime di violenza che si rivolgono all’Arma. Grazie al progetto denominato “Una stanza tutta per sé” dell’Arma dei Carabinieri e del Soroptimist International d’Italia, in questa provincia sono state allestite, all’interno di caserme di Livorno, Cecina e Portoferraio, particolari locali destinati all’ascolto protetto di donne vittime di violenza che – purtroppo – troppo spesso permettono di accogliere in un ambiente confortevole, riservato e meno “istituzionale” le vittime di abusi".

"Numerosi sono stati i casi seguiti dalla Benemerita in provincia, - spiegano dal comando provinciale dei carabinieri - a cominciare dall’uxoricidio dei primi giorni del 2022 con l’arresto del presunto autore. Nella quasi totalità dei casi si è trattato di violenze di uomini nei confronti di vittime vulnerabili. 44 i provvedimenti restrittivi tra questi 14 arresti in flagranza e 7 in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dell’Autorità Giudiziaria. L’invito dell’Arma è da sempre quello di rivolgersi ad una delle caserme dislocate su tutto il territorio provinciale e di denunciare tutti quei fenomeni che possono avere i connotati della violenza, in qualunque forma venga espressa, senza attendere che questa divenga fonte di disagio, paura o addirittura pericolo".

"Rivolgersi ai carabinieri con fiducia può essere anche solo un’occasione di dialogo o di confronto su come gestire una situazione che si sta vivendo ma che non si comprende a pieno e, quindi, ricevere un consiglio o, se necessario, un aiuto concreto, senza esitare né rimandare, ogni qualvolta si venga aggrediti o minacciati di aggressione fisica, a maggior ragione con l’uso concreto o potenziale di armi, quando si subisca violenza psicologica e quando si sta fuggendo con i propri figli da un contesto di pericolo per la propria e la loro incolumità. - si legge ancora nella nota- Il Comando provinciale dei carabinieri di Livorno, forte della presenza tra le sue fila di numeroso personale femminile altamente formato e qualificato, vuole essere in questo un punto di riferimento. Simbolicamente, la facciata della caserma “G. D’amico”, sede del Comando Provinciale Carabinieri di Livorno, verrà illuminerà anche quest’anno di colore arancione ma non solo; si prodigherà anche concretamente per diffondere tutte le informazioni indispensabili per chi ha bisogno di aiuto. Nelle caserme della provincia verrà allestito uno spazio con materiale informativo dove reperire i numeri di contatto della rete antiviolenza: il 1522, il cosiddetto “numero rosa” gratuito antiviolenza e anti stalking che fornisce a livello nazionale assistenza e supporto tutti i giorni 24 ore su 24 e che è raggiungibile anche tramite app per smartphone, nonché la mappa dei centri antiviolenza operativi sul nostro territorio a cui rivolgersi per intraprendere il percorso giusto di uscita dalla violenza.vIl motto dell’Arma dei Carabinieri, ogni giorno, ma con più forza nella giornata simbolo della lotta alla violenza di genere è: “Possiamo aiutarvi”.bDa sempre in prima linea contro ogni forma di violenza, i carabinieri si sono dotati di diversi e specifici strumenti a partire dalla Sezione Atti Persecutori – collocata nell’ambito del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche – che da oltre un decennio svolge attività di studio ed analisi del fenomeno, elaborando valutazioni sui “fattori di rischio” in favore dei reparti distribuiti su tutto il territorio nazionale e programmi di formazione del personale. Uno dei supporti concreti forniti dal Reparto è il “prontuario operativo”, un importante documento in cui trovare le migliori pratiche per la gestione dei casi, nonché i corsi basici e specialistici sul tema dello stalking, a favore di Ufficiali dell’Arma in servizio presso i reparti investigativi, nonché di tutti i Comandanti di Compagnia, Tenenza e Stazione. A questo si aggiunge, sin dal 2014, la “Rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere”, strutturata su Marescialli e Brigadieri delle articolazioni investigative territoriali e formati presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative, con specifici corsi. Sono passati 6 anni dal 25 novembre 2016 quando, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, è stato sottoscritto un accordo tra i Ministri della Difesa e per le Pari Opportunità, cui è seguito il rinnovo della collaborazione tra il Dipartimento delle Pari Opportunità e l’Arma che ha portato la citata Sezione Atti Persecutori del Racis allo sviluppo di attività di ricerca e analisi, alla formazione del personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e degli operatori del numero di pubblica utilità “1522”, nonché a svolgere attività di sensibilizzazione in favore delle scuole. Inoltre, su richiesta del D.P.O., l’Arma ha effettuato una mappatura dei Centri Antiviolenza presenti sul territorio al fine di verificarne l’operatività nell’ambito dell’assistenza alle vittime. Tra gli ulteriori protocolli ricordiamo l’accordo operativo sottoscritto lo scorso 17 novembre 2021 con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), che ha l’obiettivo di fornire specifici elementi di psicologia comportamentale per migliorare le capacità di interazione con le vittime vulnerabili, sia nel primo contatto in situazioni di emergenza, sia nel successivo percorso di formalizzazione della denuncia".

"Non da ultimo l’Arma ha partecipato alla realizzazione ed utilizza il sistema “Scudo”, una banca dati dedicata, volta a fornire ai militari, nell’immediatezza degli interventi, un quadro informativo completo su eventi pregressi e soggetti coinvolti e quindi, anche alla luce del “Codice Rosso”, adottare sin da subito provvedimenti a tutale delle vittime vulnerabili – donne e minori", concludono dal Comando provinciale dei carabinieri.


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Carabinieri provincia di Livorno contro la violenza sulle donne
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