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Attualità venerdì 04 settembre 2015 ore 10:19

Le luci negli abissi di Pomonte, rivive l'Elviscot

Stasera l’evento organizzato dal Team italiano con Esest: saranno posizionate delle luci nei fondali e negli interni del mercantile affondato il 10 gennaio del 1972 e divenuto un simbolo per l’Elba



MARCIANA — Questa sera il fantasma dell'Elviscot tornerà a vivere. A riportarne in vita la memoria sarà il team italiano di Antonio Ciaccio, Giorgio Pirovano, Roberto Barbieri e Federico Haland Gaeta, in collaborazione con Esest (European society for Enviromental Science and Technologies) che ridarà, letteralmente luce al relitto del mercantile naufragato il 10 gennaio del '72 di fronte alla spiaggia dell'Ogliera.

Un sistema di illuminazione interno verrà posizionato dentro ciò che rimane dello scafo e, il tutto filmato e fotografato, verrà reso accessibile a tutti ciò che ora è appannaggio solo dei sub più esperti.

"Al calare della notte – spiegano gli organizzatori – riporteremo simbolicamente alla vita lo spettacolare mercantile che giace appoggiato su un fianco. Creeremo per la prima volta al mondo un sistema di illuminazione interno ad un relitto che, al segnale convenuto, porterà la luce nell’oscurità dei fondali e alla sagoma del gigante di ferro". 

I fortunati spettatori potranno seguire le operazioni e il suggestivo risultato dalle barche con fondo in vetro in superficie o dai maxi schermi posizionati nella piazza di Pomonte. 

"Vogliamo lasciare un’eredità di emozioni, immagini, ricordi – spiegano dal Team italiano – immortalata anche attraverso un documentario ed un insieme di materiali illustrativi, che verranno realizzati e distribuiti successivamente"

Pomonte sull’isola d’Elba, è stato teatro dell’affondamento dell'Elviscot, una nave
mercantile che ancora oggi è visibile e ben conservata a 12 metri di profondità. 

L’Elviscot era un piccolo mercantile costruito nel 1960 di 62,25 metri di lunghezza per una stazza di 499 tonnellate. Fu costruito da Scheepswerven Gebr. Van Diepen Waterhuizen, azienda olandese, e proprietaria ne divenne la Lavinia Antonio Scotto di Napoli che la usò per il trasporto di legname.

Nelle vicinanze dello scoglio dell’Ogliera di fronte a Pomonte, il 10 gennaio 1972, l’Elviscot, partito da Napoli e diretto a Marsiglia, naufragò andando a sbattere sugli scogli a causa del mal tempo e finendo addirittura sugli stessi scogli, per fortuna senza conseguenze per l’equipaggio.

Il relitto rimase con la poppa semi-affondata e la prua incagliata sugli scogli, costituendo un potenziale pericolo per i bagnanti della vicina spiaggia e per il piccolo cabotaggio. Per questo motivo, ben presto lo scafo fu in parte recuperato e il resto affondò completamente.

Ora l’intera poppa, la plancia e parte della fiancata prodiera, giacciono sul fondo sabbioso, sul lato est dello scoglio dell’Ogliera, ad appena 12 metri di profondità. Le restanti parti della nave, soprattutto porzioni delle fiancate, non recuperate giacciono qua e là sul fondale attorno allo scoglio.

Tutte le strutture metalliche della piccola nave appoggiata sul fianco destro e con la poppa rivolta verso il mare aperto, sono completamente ricoperte da alghe e vari microrganismi marini, e quindi il sito è diventato per molti pesci un sicuro rifugio che questa sera lasceranno il passo alla meraviglia dell'uomo.

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata



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