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Attualità mercoledì 25 marzo 2015 ore 17:31

La Uil-fpl boccia il Documento Elba

a sx Paolo Camelli

Il sindacato confederato ritiene non attuabile dalla Regione il documento sulla sanità votato dai sindaci elbani e presenta una proposta alternativa



PORTOFERRAIO — Una bocciatura che farà discutere quella che il segretario provinciale della Uil Paolo Camelli riserva al Documento Elba, la proposta sulla sanità che i sindaci elbani hanno consegnato pochi giorni fa nelle mani dell'assessore regionale Marroni.

"In quel documento viene disegnato un ospedale molto buono ma che può trovare realizzazione ovunque ma non su un'isola, non all'Elba - ha dichiarato Camelli in una conferenza stampa conclusa pochi minuti fa - toglie energie ad un progetto più concreto e realizzabile".

E quel progetto lo stesso Camelli lo presenta: "Dobbiamo partire dalla consapevolezza che in un'isola il Pronto Soccorso non è una parte dell'ospedale ma è l'ospedale. Abbiamo bisogno che sull'Elba sia più efficiente la catena che porta dal primo intervento alla stabilizzazione prima del trasferimento, è su questo che dobbiamo puntare".

Una catena che il sindacalista spiega così: "La prima cosa è il sistema delle ambulanze. Non è funzionale l'attuale sistema di scambio di mezzi fra i due versanti, l'Elba è un'isola complessa sotto questo punto di vista, abbiamo bisogno di ambulanze Deu (emergenza-urgenza), cioè che abbiano le attrezzature e la presenza di un medico e di un infermiere a bordo".

Il secondo step è il pronto soccorso: "Anche qui c'è bisogno di personale formato e dedicato all'emergenza-urgenza per la stabilizzazione immediata e in loco. Anestesisti, chirurghi e pediatri H24 e i letti a breve osservazione per la terapia intensiva. Non la sola reperibilità ma personale che sia presente e che possa intervenire nelle patologie tempo dipendenti come infarti e ictus".

Terzo elemento è la diagnostica: "Anche qui bisogna intervenire con il personale formato. Solo per fare un esempio in questo momento il reparto di radiologia di Portoferraio è tenuto in piedi da tre radiologi che vengono da Piombino e si sottopongono a turni massacranti perchè il dottore elbano va in pensione. Per questo abbiamo chiesto all'azienda ospedaliera quanto prima il piano delle assunzioni e il piano di rafforzamento estivo".

"Il nostro documento è già realizzabile con le risorse che ci sono, all'Elba sono stati destinati 53 milioni di euro - continua Camelli, che poi spiega come questa proposta potrebbe diventare operativa - chiederemo che nella prossima legge regionale sulla sanità, quella che descriverà nello specifico i poteri e il funzionamento delle nuove Asl, venga inserito un paragrafo che specifichi cosa si intende per insularità quando si parla di Elba e che contenga queste previsioni per il nostro ospedale".

Camelli fornisce poi un altro dato: "Dei 4926 elbani che si sono ricoverati ovunque, solo 3234 hanno scelto Portoferraio. Questo vuol dire che quasi 1700 persone sono andate a curarsi fuori dall'Elba e di queste sappiamo con certezza che il 70% per patologie curabili qui. Questo vuol dire che c'è anche un problema di percezione e di fiducia verso l'ospedale elbano che si potrebbero risolvere intervenendo sui tempi di attesa che sono troppo lunghi: ci vogliono investimenti strutturali per una diagnostica H24".

"Non bisogna commettere gli errori del passato - conclude il segretario sindacale - bisogna intervenire per quelle che sono le specificità dell'Elba, concretamente".

Luca Lunedì
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